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Venezia75 – Orizzonti: “Sulla mia pelle”, un film di Alessio Cremonini, la recensione

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Sulla mia pelle (id, Italia, 2018) di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano, Tiziano Floreani

Sceneggiatura di Alessio Cremonini e Lisa Nur Sultan

Drammatico, 1h 40′, Netflix e Lucky Red, in contemporanea dal 12 settembre al cinema e sulla piattaforma digitale

Voto: 7 su 10

Prima ancora della sua presentazione in apertura della sezione Orizzonti di Venezia75, Sulla mia pelle, opera seconda di Alessio Cremonini sulla tristemente nota vicenda di Stefano Cucchi, poteva già fregiarsi del titolo di film più discusso, non per il tema trattato ma per la modalità di distribuzione incrociata tra sala e video streaming. Il produttore Andrea Occhipinti, che insieme a Netflix ha creduto subito nella sceneggiatura dello stesso Cremonini e di Lisa Nur Sultan, ha confermato la strategia nella speranza che la storia possa raggiungere il più vasto pubblico possibile, anche internazionale.

“Napoli velata”, un film di Ferzan Ozpetek, la recensione

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Napoli velata (Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Beppe Barra, Anna Bonaiuto, Luisa Ranieri, Lina Sastri, Isabella Ferrari, Maria Pia Calzone, Loredana Cannata, Antonio Grosso, Biagio Forestieri, Carmine Recano, Angela Pagano, Maria Luisa Santella

Sceneggiatura di Gianni Romoli, Valia Santella, Ferzan Ozpetek

Drammatico, 1h 53′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 28 dicembre 2017

Voto: 4 su 10

Da qualche anno a questa parte, Ferzan Ozpetek s’è perso sotto il peso delle sue stesse ambizioni. Che ne è stato del regista acuto e brillante de Le fate ignoranti e Mine vaganti? Difficile dirlo, alla luce delle sue ultime opere, asfissiate da una presunzione autoriale che ha toccato l’apice con l’indigesto Rosso Istanbul, tratto dal romanzo omonimo dello stesso Ozpetek. Nell’ultimo Napoli velata, l’accoppiata tra il cineasta italo-turco e la fiammeggiante e misterica capitale campana, sulla carta, aveva una sua indiscussa attrattiva, senza contare il richiamo garantito dal ricchissimo cast riunito per l’occasione, che vede Giovanna Mezzogiorno, nuovamente diretta dal regista a 15 anni da La finestra di fronte, affiancata dall’attore del momento Alessandro Borghi e da uno stuolo di grandi attori partenopei come Beppe Barra, Anna Bonaiuto e Lina Sastri.

Venezia74: il meglio e il peggio di questa Mostra del Cinema

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La 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è conclusa laureando il regista messicano Guillermo del Toro con il Leone d’Oro per il suo splendido The Shape of Water, a sugellare un’edizione per molti versi irripetibile. Da anni non si assisteva a un cartellone così ricco e interessante, con tutto il meglio che la prossima stagione cinematografica avrà da offrire. Con grande soddisfazione e un senso di pienezza che stenterà a ripetersi, congediamo Venezia 74 con una goliardica carrellata del meglio e del peggio che abbiamo visto e vissuto in questi dieci frenetici giorni di cinema.

“Suburra”, la capitale nera di Sollima in un thriller di grande impatto

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Suburra (Italia/Francia, 2015) di Stefano Sollima con Pierfrancesco Favino, Alessandro Borghi, Elio Germano, Claudio Amendola, Greta Scarano, Giulia Elettra Gorietti, Adamo Dionisi, Giacomo Ferrara, Antonello Fassari, Jean-Hugues Anglade

Sceneggiatura di Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini, dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini (ed. Einaudi)

Thriller, 2h 10′, 01 Distribution, in uscita il 14 ottobre 2015

Voto D’Errico: 7½ su 10

Voto Ozza: 8 su 10

Apocalisse romana in sette giorni: il papa vuole dimettersi; un politico corrotto (Favino) deve truccare un appalto per una grande speculazione edilizia e si mette nei guai dopo una notte di sesso e droga; un Pr smidollato (Germano) eredita i debiti paterni e viene perseguitato dal capoclan (Dionisi) di una pericolosa famiglia di zingari; una escort (Gorietti) conosce troppi segreti; il capo della criminalità di Ostia (Borghi) vuole trasformare il litorale romano in una nuova Las Vegas e la sua ragazza tossica (Scarano) gli protegge le spalle; un temutissimo reduce della Banda della Magliana (Amendola) sorveglia la malavita della capitale in vista di qualcosa di grosso; cade il governo al potere. E piove su Roma, scoppiano i tombini, il male è ovunque.

“Non essere cattivo”, il congedo di Caligari con un film di dolente bellezza

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Non essere cattivo (Italia, 2015) di Claudio Caligari con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei, Alessandro Bernardini, Elisabetta De Vito

Sceneggiatura di Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini

Drammatico, 1h 40′, Good Films, in uscita l’8 settembre 2015

Voto: 8 su 10

Recensione colpevolmente ritardataria per l’ultimo, straziante film di Claudio Caligari, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Venezia e uscito postumo dopo la prematura morte del regista, avvenuta immediatamente dopo la fine delle riprese. Una carriera lunga 32 anni, un segno preciso lasciato nel cinema italiano con soli tre film (l’esordio scandalo nell’83 con Amore tossico, il ritorno nel 1997 con il noir di borgata L’odore della notte), Non essere cattivo è il congedo migliore per un percorso cinematografico affrontato con grande coerenza.