Straight to Video: “Un giorno come tanti” di Jason Reitman

From left, Josh Brolin is Frank and Kate Winslet is Adele in the movie LABOR DAY, directed by Jason Reitman to be released by Paramount Pictures and Indian Paintbrush. Photo Credit: Dale Robinette.

Un giorno come tanti (Labor Day, Usa, 2013) di Jason Reitman con Kate Winslet, Josh Brolin, Gattlin Griffith, Tobey Maguire, Maika Monroe, Tom Lipinski, Clark Gregg, Brooke Smith, James Van Der Beek

Sceneggiatura di Jason Reitman, dal romanzo “Labor Day” di Joyce Maynard

Drammatico, 1h 51′, Universal Pictures, in dvd da giugno 2014

Voto: 8 su 10

L’immeritato insuccesso nelle sale americane ha giocato un ruolo determinante nella mancata distribuzione nei nostri cinema dell’ultimo film di Jason Reitman, molto atteso dopo la presentazione al Festival di Toronto ma in qualche modo deludente visto il disinteresse suscitato in critica e pubblico. Probabilmente, da un regista abituato a tessere raffinatissime e pungenti commedie sociali come Juno, Tra le nuvole e Young Adult non ci si aspettava un cambio di rotta verso i sentieri più classici del melodramma americano.

Labor-day-posterUna tragedia che si consuma nell’arco di un fine settimana di un’estate del 1987, vissuta attraverso lo sguardo adolescenziale di Henry (Griffith), piccolo uomo di casa Wheelers che, con non poche difficoltà, cerca di prendersi cura di sua madre Adele (Winslet), in crisi depressiva dopo che il marito l’ha abbandonata per la segretaria. Per aiutarla a sconfiggere l’agorafobia che la attanaglia in casa, un giorno il ragazzo accompagna la madre a supermercato, qui incontrano un uomo (Brolin) dall’atteggiamento minaccioso, ferito all’addome, in cerca di aiuto. A casa scopriranno trattarsi di Frank Chambers, un evaso che ben presto riuscirà a conquistare la loro fiducia. Al suo fianco, Adele inizierà a nutrire sentimenti di speranza verso una vita che sembrava aver perso ogni senso…

Il difetto principale di Un giorno come tanti (in originale Labor Day, come il romanzo di Joyce Maynard da cui è tratto) è sicuramente la sua mancanza di originalità nelle tematiche proposte. La voglia di riscatto in persone che l’esistenza ha inesorabilmente messo da parte, il coming-of-age ottenuto mediante un episodio traumatizzante quale può essere il sequestro forzato in casa, l’illusione del sogno americano (in questo caso canadese) sono tutti topoi che la cinematografia statunitense e non solo ha ampiamente sfruttato da almeno sessant’anni a questa parte. Il talento di Reitman è nella delicatezza della trattazione, nella descrizione intima di momenti quotidiani che diventano indimenticabili (la preparazione della torta di pesche è uno di questi), nello sguardo malinconico di un’età che guarda con stupore ai comportamenti dell’uomo. La bellezza del racconto, l’intensità dei caratteri e l’emozione che pervade il commovente finale fanno dimenticare completamente l’abuso dei temi e compensano ogni altra mancanza.

Non si dimenticano neppure le interpretazioni splendide di Kate Winslet e Josh Brolin, lei in una nuova variazione sul tema di donna devastata nella propria dignità e nei propri affetti, remissiva e piena di paure, lui in una rappresentazione toccante di condannato dal destino; non sfigura al loro fianco il giovane e bravissimo Gattlin Griffith. Il buio della sala avrebbe reso onore alla magnifica fotografia afosa di Eric Steelberg. Da recuperare assolutamente in dvd.

Giuseppe D’Errico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>