Straight to Video: “Tentazioni (ir)resistibili” di Stuart Blumberg

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Tentazioni (ir)resistibili (Thanks for Sharing, Usa, 2012) di Stuart Blumberg con Mark Ruffalo, Gwyneth Paltrow, Josh Gad, Tim Robbins, Alecia Moore, Joely Richardson, Carole Kane, Patrick Fugit, Emily Meade

Sceneggiatura di Stuart Blumberg e Matt Winston

Commedia, 1h 50′. Minerva Pictures/ 01 Distribution, in dvd da settembre 2014

Voto: 5 su 10

Parlare di dipendenze, qualunque registro narrativo si adotti, è sempre molto difficile. L’opera d’esordio di Stuart Blumberg, sceneggiatore apprezzato per una commedia innovativa e sarcastica come I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko, torna a trattare la sex addiction a New York City. Dopo Shame di Steve McQueen. Lo fa con i toni del dramedy, forte di un affiatato gruppo di ottimi attori, e con l’occhio bene attento a individuare la parte realistica meno inquietante della situazione.

thanks-for-sharing_288Si concentra, quindi, su tre personaggi maschili in terapia per curare la loro sessodipendenza: Adam (Ruffalo), ligio alla cura da cinque anni, entra in crisi quando la sua nuova ragazza (Paltrow) gli chiede di mettersi in gioco nel rapporto di coppia; Mike (Robbins), mentore della comunità, non riesce a risolvere i conflitti col figlio (Fugit) ex tossico; Neil (Gad), medico ossessionato dalle donne, finge di seguire i precetti della terapia ma inizierà a metterli in pratica solo dopo l’incontro con Dede (Moore, in arte Pink), una parrucchiera problematica con la sua stessa debolezza.

Seguiamo le difficoltà dei personaggi, descritti con mano piuttosto felice, ne capiamo le difficoltà ma non riusciamo mai a entrare in empatia col loro. Il problema di Tentazioni (ir)resistibili non è nella distanza che la patologia pone nei confronti dello spettatore, se mai è nella scrittura che non ha ben chiaro l’obiettivo verso cui dirigersi. Il film è ben dialogato, persino credibile nel suo complesso equilibrio tra dolori e sorrisi, eppure rimane scabro di contenuti, superficiale nella tematica e privo di sostanza drammaturgica. Col risultato che anche le svolte meno prevedibili passano innocue senza lasciare traccia. Forse, un regista meno acerbo avrebbe saputo tirar fuori qualcosa di più sofisticato da questa scialba manfrina sentimentale dove l’unico interesse risiede nel nutrito stuolo di interpreti, con una segnalazione particolare per la popstar Pink, alla sua prima apparizione cinematografica.

Giuseppe D’Errico 

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