“Spring Breakers”, reality cinema degli eccessi, il baratro secondo Korine

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Spring Breakers – Una vacanza da sballo (Spring Breakers, Usa, 2012) di Harmony Korine con Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashley Benson, Rachel Korine, James Franco, Heather Morris, Justin Wheelon

Sceneggiatura di Harmony Korine

Drammatico, 1h 32’, BiM Distribuzione, in uscita il 7 marzo 2013.

Voto: 8 su 10

In Concorso alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

A Venezia non ha vinto nulla, e c’era da aspettarselo: film oltremodo scomodo, desolante quadro clinico di una società spazzatura che agogna sesso, soldi e sangue, apologia al contrario di una cultura del degrado mentale e fisico, Spring Breakers segna il ritorno del bad boy Harmony Korine dietro la macchina da presa, dopo opere discusse quali Gummo e Julien Donkey Boy.

spring-breakers_posterEstremo, sfacciato, trasgressivo, il film crea un corto circuito diabolico tra aspettative e conseguenze, mettendo al centro della scena tre -ormai ex- reginette del club Disney (Selena Gomez, Ashley Benson e Vanessa Hudgens) e spogliandole da vestiti e candori, in un turbinio incontrollato di violenza, volgarità, edonismo rivoltante e sogno americano idealizzato senza cognizione.

Spiagge roventi, party selvaggi, sesso promiscuo e tutto il corollario di alcol, droga e irresponsabilità sono gli ingredienti delle famigerate e irrinunciabili “vacanze di primavera” che quattro pupette smaliziate (Selena Gomez, Ashley Benson, Vanessa Hudgens, Rachel Korine) bramano tra i banchi della high school; a corto di soldi, le signorinelle rapinano una tavola calda e, in un attimo, si ritrovano in Florida, catapultate nel paradiso degli eccessi che hanno sempre sognato. Con la complicità di Alien (un fenomenale James Franco), potentissimo pusher e idolatrato rapper gangsta del posto che ha cavalcato l’american dream a forza di slogan e tangenti, porteranno a compimento una serie di prodezze criminose che sfoceranno in una vera e propria faida tra bande.

Spring_breakersIl vuoto pneumatico di ideali di un’intera generazione, straordinariamente messo alla berlina in questo strano caso di reality cinema dove tutto è dannatamente esagerato, allucinato e allucinante, una favola pop macchiata di sangue e libido, che sbatte sullo schermo gli orrori di un’America che ha scambiato il sogno con l’incubo, smarrendo completamente ogni freno inibitore; tutto in un esaltante formato da videoclip stroboscopico, saturo di flou e ralenty, di colori e di decibel fuori controllo (apertura shock con “Scary Monsters and Nice Sprites” di Skrillex), pervaso da un senso finale di sconfitta.

Bubble gum all’acido, Spring Breakers è uno sberleffo disturbante ad un contemporaneo in panne (“Facciamo come se fosse in un film o in un videogame” dicono le ragazze in passamontagna rosa, prima di portare il panico nel fast food a suon di martellate), che trova nella vacanza di primavera l’ideale emblema del baratro: esalta la ferocia per privarla di ogni valenza coercitiva, celebra l’idiozia e insieme la ridicolizza, sublima il sesso in un gioco di poveri inetti.

springbreakersNiente prediche però, l’operazione è esplicitamente programmatica sia nella sua retorica (la ragazzina religiosa, che non a caso si chiama Faith,  fugge via dal calderone di deliri; la più pragmatica si tira fuori dai giochi più audaci), sia nelle sue furoreggianti impennate nel para-trash più spettacolare, valga per tutte la geniale sequenza in piscina, con “Everytime” di Britney Spears (!) suonata al pianoforte dal protettore/salvatore attorniato dalle sue ninfette in bikini e mitra (ma ce n’è anche per Franco che attua una ingorda fellatio a due armi da fuoco…)

Anime innocenti alla larga, il film di Korine è così lontano dai jerseyshores di Mtv, eppure così vicino ad essi, che potrebbe sconcertare chi si aspetta una semplice commedia di facile consumo. Perché “spring break is forever!”.

(Giuseppe D’Errico)

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