“Sotto una buona stella”, commedia sociale con una coppia vincente

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Sotto una buona stella (Italia, 2014) di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Tea Falco, Lorenzo Richelmy, Eleonora Sergio, Simon Blackhall

Sceneggiatura di Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Gabriele Pignotta, Maruska Albertazzi

Commedia, 1h 46′, Filmauro, in uscita il 13 febbraio 2014

Voto: 6½ su 10

Ancora una volta, Carlo Verdone torna a parlare della realtà del nostro paese in una commedia famigliare dal sapore agrodolce. Sono lontani i tempi degli equilibri perfetti tra dramma e sorrisi (e, in questo, Compagni di scuola resta una pietra miliare insuperata della cinematografia italiana contemporanea) e, come ha ammesso lo stesso attore e regista, questo suo ultimo Sotto una buona stella, a due anni dal precedente Posti in piedi in Paradiso, è il frutto di una gestazione particolarmente travagliata. 

sotto-una-buona-stella_coverIl film racconta la parabola di un brav’uomo comune, Federico Picchioni (Verdone) che all’improvviso si ritrova al verde e senza lavoro, a causa di una frode fiscale di cui è rimasto vittima; in più, l’ex moglie muore, e i due figli (Falco e Richelmy) sono costretti a trasferirsi da lui, con sommo orrore della giovane compagna (Sergio), che lo pianta nel giro di 48 ore. La situazione sembra persa, per fortuna che c’è la nuova vicina di casa, Luisa Tombolini (Cortellesi), professione headhunter ma dal cuore d’oro, che porterà una ventata di novità nella vita di Federico.

La sceneggiatura (scritta a otto mani) è parecchio sbrindellata, sfiora il sociale e atterra nel sentimentale senza mai focalizzare un nucleo narrativo preciso. In più, non si ricorda allestimento verdoniano più sciatto di questo. C’è, però, l’evidente onestà di uno dei nostri autori più cari e amati nel proporre un affresco di ordinarie difficoltà in cui non sarà difficile identificarsi. Carlo è un patrimonio italiano, la sua vena comica venata di amarezza appare sincera anche nelle situazioni più abusate, sa dirigere i giovani attori (sia Richelmy che la Falco ne escono bene) e, soprattutto, trova in Paola Cortellesi una coprotagonista magnifica, capace di risanare le falle di un copione altalenante con la sola presenza scenica, un mix raro di carisma, raffinatezza, talento e ironia. Si sorride spesso, si ride volentieri.

Giuseppe D’Errico

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