“Sogno di una notte di mezza estate”: il Globe Theatre accende l’estate teatrale romana

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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
Produzione Politeama Srl
Regia di Riccardo Cavallo
Assistenti alla regia Mario Schuster ed Elisabetta Pavolini
Traduzione di Simonetta
Costumi di Manola Romagnoli
Scene di Silvia Carini e Omar Toni
Disegni luci di Umile Vainieri
Progetto fonico Franco Patio
Al Globe Theatre di Villa Borghese a Roma dal 2 al 12 Luglio.

Voto: 9 su 10

Dal 2 luglio è in scena al Globe Theatre di Villa Borghese a Roma, l’unico teatro elisabettiano d’Italia, quello che ormai è un classico del programma teatrale diretto, fin dalla sua fondazione, da Gigi Proietti: “Sogno di una notte di mezza estate”. “Il Sogno”, così chiamato dagli amanti del genere, è una delle commedie più brillanti e di successo di William Shakespeare, scritta intorno al 1595 e andata in scena per la prima volta nel 1596.

La trama, molto articolata, si sviluppa su tre livelli narrativi. Il primo: le nozze tra re Teseo e Ippolita e le vicende amorose di Ermia, Lisandro,Elena e Demetrio. Il secondo: il desiderio di re Oberon, re degli elfi del bosco, di rendere proprio, con l’aiuto del folletto Puck e di una pozione magica, il paggio di sua moglie Titania. Il terzo: le prove della compagnia teatrale improvvisata dagli artigiani della città che vogliano rendere omaggio al re per le sue nozze. Ogni storia intreccia con l’altra situazioni e linguaggi  in un caleidoscopio lessicale di rara maestria.

Quello visto al Globe è “il Sogno” del compianto Riccardo Cavallo, scomparso improvvisamente due anni fa  e le cui intuizioni registiche sono state fedelmente riproposte: Cavallo firma una grande regia da “ovunque lui sia!” (Cit. G. Alchieri).

La traduzione e adattamento del testo di Simonetta Traversetti sono ottimi e rendono scorrevole e fruibile in tutte le sue sfaccettature un testo che, nonostante i quattro secoli trascorsi dalla sua stesura, mantiene inalterata una viva e pungente forza espressiva. Un opera insomma che “non mostra gli anni”, non solo grazie all’immenso talento della penna che l’ha scritta ma anche grazie a chi, come la Traversetti, negli anni ha avuto il coraggio di rinnovarlo per mantenere la sua autenticità comunicativa.

Il cast è favoloso. Ma andiamo per gradi e vediamo i personaggi principali. Re Teseo  (Martino Duane) e Ippolita (Francesca De Berardis) hanno aperto e chiuso questa treccia narrativa senza però lasciare il segno (il copione per loro é tiranno). I quattro amanti Ermia (Valentina Marziali), Lisandro  (Daniele Grassetti), Elena (Federica Bern) e Demetrio  (Sebastiano Colla) ci fanno sorridere con le loro liti e i loro amoreggiamenti adolescenziali. Tutti e quattro molto bravi, con particolare menzione per la voce calda e avvolgente di Colla.

La coppia formata da Oberon, re degli elfi, interpretato da Carlo Ragone e la Titania di Claudia Balboni è efficace ed aulica al punto giusto. Brava la Baldoni quando riesce con grande disinvoltura a cambiare repentinamente registro dalla fase “onirica” a quella “sotto incantesimo”. A loro fa da contrappunto l’ottimo Puck di Fabio Grossi.

Ma fra tutti spiccano, non solo per il ruolo ma anche per il loro talento comico, i cinque artigiani della compagnia teatrale che andiamo ad elencare: Nick Bottom  (Gerolamo Alchieri), Snug (Roberto della Casa), Tom Snaout  (Claudio Pallottini), Francis Flut (Roberto Stocchi), Peter Quince  (Marco Simeoli). Vedere ridere grassamente tutto il teatro ad ogni loro battuta è la dimostrazione che tutti gli elementi  (testo, adattamento, regia e interpretazione) sono in armonia perfetta. Particolarmente simpatica é stata l’interpretazione del regista/sceneggiatore Quince di Simeoli: la recitazione “napoletaneggiante” e  i perfetti tempi comici lo hanno reso una macchina strappa-applausi.

Come sottofondo alla storia, la regia ha preso in prestito alcune tra le più belle arie dell’opera lirica italiana (dalla Norma, Cavalleria Rusticana, Rigoletto e Traviata). Scelta azzeccata ed efficace come quella dei costumi di Manola Romagnoli che con colori vivaci ben accompagnano la storia prendendone parte.

Uno spettacolo da vedere e gustare sotto le stelle che illuminano la bella cornice di Villa Borghese. Uno spettacolo che accende le sere d’estate a Roma tutti gli anni da nove anni, e continua a farlo instancabilmente nonostante le difficoltà economiche che tutti i teatri, nessuno escluso, stanno vivendo in questi anni a seguito del mancato sostegno da parte delle istituzioni. Viva il Globe!

Emanuele Tibelli

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