“Shining”, un film di Stanley Kubrick, la recensione

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Shining (The Shining, Usa, 1980) di Stanley Kubrick con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Joe Turkel, Barry Nelson, Philip Stone, Anne Jackson, Tony Burton

Sceneggiatura di Stanley Kubrick, ispirata al romanzo “Una splendida festa di morte” di Stephen King

Horror, 1h 59′, Warner Bros Pictures/Nexo Digital, in sala solo il 31 ottobre e l’1 e 2 novembre 2017

Voto: 10 su 10

Una recensione di Shining del maestro Stanley Kubrick? Ovviamente no. La storia ha già parlato e di sicuro non sta aspettando il nostro inutile contributo. Questione di buon gusto, pur potendone dire tutto il bene possibile. Ma l’occasione della riproposta in sala che Nexo Digital ha organizzato per i giorni del lungo ponte d’Ognissanti era troppo ghiotta per rinunciare al piacere di avere il ghigno mefistofelico di Jack Nicholson in copertina. 

image001Immensamente più di un horror, Shining è un film dell’anima, che vive di sensazioni che ci hanno fatto tremare d’angoscia sul divano di casa, figurarsi poter godere della regia iconoclasta di Kubrick, della recitazione geniale degli attori (superbamente doppiati da Giancarlo Giannini, Livia Gampalmo e Davide Lepore) e degli archi stridenti di Béla Bartók nel buio della sala cinematografica e soprattutto su grande schermo. Perdere questa possibilità sarebbe un vero crimine all’amor proprio di ogni cinefilo; se poi c’è ancora qualcuno a non averlo mai visto, be’ quale migliore opportunità di questa?

Dispiace sinceramente, però, che la copia scelta dalla distribuzione sia quella canonica europea di 119 minuti, e non la versione americana di 144, mai distribuita in Italia. Infondo, Shining al cinema è un evento che poteva essere cavalcato con la presentazione di una rarità da sempre agognata dagli ammiratori del regista. Stesso discorso dicasi per gli inserti nella nostra lingua che Kubrick, nella sua commovente meticolosità, aveva preparato per l’edizione da distribuire nei circuiti italiani: purtroppo, a causa di indecorose beghe tra gli eredi, tale materiale è stato espunto dalle copie che circolano sul mercato (compresa questa della Nexo Digital), col doloroso sospetto che la proverbiale frase “Il mattino ha l’oro in bocca” che il personaggio di Wendy legge ripetutamente sui fogli di Jack, sia andata irrimediabilmente perduta. Chi ha la vecchia vhs della Warner Bros, completa di quei preziosi passaggi, se la tenga stretta.

Per tutto il resto, c’è l’arte assoluta di un capolavoro che, a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita, continua a rappresentare uno dei punti più alti mai raggiunti dalla macchina del cinema. Imperdibile, in ogni caso. Così come il cortometraggio Work and Play che precede la proiezione, in cui ritroviamo le gemelline Lisa e Louise Burns commentare alcuni episodi della lavorazione. Giochiamo con loro?

Giuseppe D’Errico

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