“Shadowhunters – Città di ossa”, una nuova saga teen-fantasy ci abbatterà

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Shadowhunters – Città di ossa (The Mortal Instruments: City of Bones, Usa, 2013) di Harald Zwart, con Lily Collins, Jamie Campbell Bower, Kevin Zegers, Lena Headey, Jared Harris, Jonathan Rhys Meyers, CCH Pounder, Robert Sheehan

Sceneggiatura di Jessica Postigo Paquett, dal romanzo omonimo di Cassandra Clare

Fantasy, 2h 09′, Eagle Pictures, in uscita il 28 agosto 2013

Voto: 6 su 10

“Tutto quello che avete sentito sui mostri e sugli incubi, le leggende intorno al fuoco, sono tutte storie vere”. È tutto vero. Tutto, ma proprio tutto (tranne gli zombie, quelli non esistono).

Shadowhunters, titolo per l’Italia della serie americana The mortal instruments, è una saga di romanzi fantasy ambientata a New York, scritta da Cassandra Clare (pseudonimo di Judith Rumelt). Città di ossa rappresenta il primo dei 6 capitoli che la compongono (l’ultimo non ha ancora raggiunto le librerie). Avendo già pubblicato una trilogia prequel (Shadowhunters – Le origini, in America The infernal devices), Cassandra, non paga, ha annunciato pure una trilogia sequel (The dark artifices), con nuovi personaggi ma ambientata a Los Angeles. Un po’ come CSI.

shadowhunters-citta-di-ossa-il-final-poster-originale-280170Il film racconta la storia della ragazza qualunque Clary, del suo nerd-amico, nonché innamorato non dichiarato Simon, e di Jace, il cacciatore di demoni, o shadowhunter.

Si inizia con Clary che assiste ad un omicidio in discoteca. Punta col dito l’assassino ma nessuno, oltre lei, vede nulla. Mentre tutti in discoteca si interrogano su come procurarsi la sostanza allucinogena che ha appena assunto Clary, Jace capisce che la ragazza ha qualcosa di speciale. J. K. Rowling direbbe che Clary non appartiene al mondo dei “babbani”. Ma questo è Shadowhunters, e qui i “babbani” si chiamano “mondani”. Il genere fantasy prende il nome dalla parola “fantasia”.

Nemmeno il tempo di rivelare alla ragazza la sua vera identità di cacciatrice di demoni che parte una caccia al tesoro per ritrovare una certa “Coppa Mortale”. Alla caccia al tesoro partecipano, nell’ordine, cacciatori di demoni, demoni (ovviamente), lupi mannari e vampiri. La necessità di scomodare lupi mannari e vampiri non è ben chiara; tant’è che quando si arriva alla scena in cui i tre protagonisti sono attaccati da un’orda di vampiri e una falange di lupi mannari irrompe in loro soccorso, il pensiero prima va a Breaking Dawn e subito dopo ci si chiede: ma quante sono queste dannate teenagers, per giustificare tutti i vampiri degli ultimi anni? Ovviamente poi la Coppa viene ritrovata e i demoni sconfitti.

Nonostante non aggiunga nulla di nuovo alla scena fantasy degli ultimi anni (a parte la figura di uno stregone gay), questa puntatona da 130 minuti di Buffy l’ammazzavampiri (ammazzademoni in questa puntata) si lascia guardare, riuscendo a strappare qualche sorriso.

Cassandra prende in prestito dalla tradizione germanico-vichinga le rune, simboli che gli shadowhunters si auto-tatuano con una penna magica, per auto-conferirsi qualsiasi sorta di potere. Nell’ultima scena del film Clary si auto-tatua la runa della donna delle pulizie e, come Mary Poppins, riordina la sua stanza.

Non è tutto. Johann Sebastian Bach (Eisenach, 31 March 1685 – Lipsia, 28 July 1750) era sì un compositore, ma molto di più era un cacciatore di demoni. Jace infatti usa una melodia scoperta da Bach per costringere demoni e vampiri a uscire allo scoperto. Dice Jace: “…perché l’aglio finisce, Bach no!”.

Si dice che Roberto Giacobbo abbia contattato Cassandra Clare per la prossima stagione di Voyager.

Andrea Romanzi

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