“Sex Tape – Finiti in rete”, quanto è squallida questa commedia

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Sex Tape – Finiti in rete (Sex Tape, Usa, 2014) di Jake Kasdan con Cameron Diaz, Jason Segel, Rob Lowe, Jack Black, Rob Corddry

Sceneggiatura di Kate Angelo, Jason Segel, Nicholas Stoller

Commedia, 1h 30′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita l’11 settembre 2014

Voto: 2 su 10

Diciamolo francamente: non se ne può più di queste pseudo-commedie ridanciane che della matrice apatowiana (nel senso di Judd Apatow, il regista di 40 anni vergine e Molto incinta) hanno conservato solamente gli elementi grevi e più superficiali. L’ondata di filmacci tutti uguali e tutti brutti è inarrestabile, non uno che abbia una trama degna di essere considerata tale, non uno che abbia uno straccio di sceneggiatura, non uno che proponga un umorismo che riesca seppur minimamente a discostarsi dai soliti falli di gomma. Sex Tape, dell’un tempo promettente Jake Kasdan – figlio di cotanto Lawrence – è probabilmente tra i peggiori esempi della categoria.

sex-tape---finiti-in-rete_288Ultimo arrivato della schiera comico godereccia sul tema “sesso e famiglia”, racconta la catastrofica ganesi fornicatoria al contrario di una coppia di americani wasp tutti sani principi e letto infuocato. Dapprima la relazione è esplosiva e i due biondini copulano come ricci, poi l’arrivo dei figli e le incombenze della vita quotidiana pongono un freno alla frenetica attività dei corpi. Bisogna ravvivarla assolutamente girando un filmino amatoriale. Che puntualmente inizia a navigare di cloud in cloud.

Lo spunto è vecchio e si cerca di agganciarlo al contemporaneo con una serie di rivoltanti riferimenti pubblicitari alla moda dilagante dell’iPad. Ma il vero problema è che Sex Tape non fa ridere neppure per sbaglio. Una squallidissima, sfiancante farsa piccolo borghese alla ricerca del video perduto, fatta di situazioni monocordi e personaggi insopportabili. I dialoghi gratuitamente volgari e le gag patetiche ben si addicono a due attori di rara smorfiosaggine come Segel e la Diaz, entrambi in caduta libera di credibilità artistica: lei è una continua moina, lui uno sciupato vitellone. Un film porno ha più dignità. Vivamente sconsigliato.

Giuseppe D’Errico

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