Scoppiettanti “Fuochi d’artificio” di Andrea Bouchard

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Fuochi d’artificio

di Andrea Bouchard

Salani Editore, 2014

Difficile credere che la penna che abbia scritto Fuochi d’artificio sia stata mossa da una mano maschile.

Sorprende davvero il modo in cui Andrea Bouchard, esperto conoscitore dell’universo infantile ed adolescenziale grazie alla pluriennale esperienza da maestro, riesca a raccontare questa storia da un punto di vista squisitamente femminile. L’io narrante, infatti, appartiene a Marta, piccola grande protagonista che si accinge, suo malgrado, a lasciare il mondo dell’infanzia per passare in fretta e furia a quello degli adulti, in un processo di crescita forzata, accelerato dall’avvento della guerra. Costretta a rifugiarsi dalla città alle valli di un paesino immaginario che l’autore ha collocato nel territorio piemontese, Marta insieme a suo fratello Davide, di poco più grande, e agli amici Marco e Sara, riuscirà ad essere di grande aiuto ai Partigiani e alla Resistenza, vivendo in prima persona una fase importantissima di quella storia d’Italia, che i bambini della sua età oggi studiano a scuola.

Edito dalla casa editrice Salani lo scorso febbraio, Fuochi d’artificio racconta con tocco delicato l’epoca più cruciale dell’intera storia del nostro Paese, in concomitanza con quello che la giovane protagonista vive sulla propria pelle, quando si trova a fare i conti non solo con i problemi tipici della fase preadolescenziale (la prima cotta, i rapporti familiari, il senso dell’amicizia), ma anche e soprattutto con quelli di un popolo desideroso di rivalsa e di libertà. Bouchard spiega la Resistenza in un modo indicato per un pubblico di giovani lettori, avvalendosi di valide testimonianze storiche e riferimenti realistici, senza però che questa particolarità renda meno interessante la lettura del suo libro per un’udienza più grande e matura. La storia di Marta e delle sue grandiose imprese per aiutare i Partigiani nella lotta al nazifascismo, è capace di emozionare davvero, ad ogni età. Un po’ per la memoria storica, ripercorsa in una maniera sempre rispettosa di un passato da non dimenticare, un po’ per le descrizioni degli stati d’animo di una bambina costretta a diventare adulta suo malgrado, perfettamente realistiche nel raccontare emozioni, paure, speranze e sentimenti, sempre filtrati da un punto di vista così verosimilmente fresco e femminile. Bouchard è un abile oratore che sa come parlare ai più giovani, lo si capisce bene, specialmente dal modo in cui riesce a parlare di una cosa forte come la guerra, senza edulcorarne lo scenario, senza fronzoli e giri di parole, eppure mantenendo lo spirito fanciullesco del carattere della protagonista,per tutta la durata del racconto. Se da un lato questa è la chiave per rendere interessante anche per i giovanissimi un argomento che pesa come un macigno, dall’altro alleggerisce il racconto senza privarlo del reale messaggio che si vuole fare passare di quella specifica realtà storica.

Fuochi d’artificio si legge alla velocità della luce, nonostante le 300 e passa pagine, tiene il lettore col fiato sospeso, continuamente a chiedersi cosa succederà dopo. E’ un libro senza tempo, capace di narrare con la stessa efficacia una storia sia a chi ancora abbia bisogno di sapere, sia a chi invece, ce l’abbia già impressa nella coscienza e nella memoria.

Natalia Patruno

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