“School of Rock – Il musical” di Andrew Lloyd Webber, uno spettacolo di Massimo Romeo Piparo, la recensione

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SCHOOL OF ROCK – Il musical

Musiche di Andrew Lloyd Webber
Liriche di Glenn Slater
Testi di Julian Fellowes
Tratto dal film della Paramount scritto da Mike White
Regia e adattamento italiano di Massimo Romeo Piparo
Direzione musicale di Emanuele Friello
Coreografie di Roberto Croce
Scenografie di Teresa Caruso
Costumi di Cecilia Betona
Disegno luci di Daniele Ceprani
Disegno fonico di Enrico Porcelli

Al Teatro Sistina di Roma dal 5 al 31 marzo 2019

Voto: 7½ su 10

“Se sei rock lo ami. Se non lo sei, lo diventi!”

La frase promozionale utilizzata per il lancio del nuovo spettacolo della PeepArrow Entertainment, di Massimo Romeo Piparo, coglie in pieno l’emozione che School of Rock è stato in grado di suscitare.

Lo spettacolo che ha debuttato il 5 Marzo al Sistina di Roma è soprattutto un festival Rock della musica e dello spirito. Sul palco troviamo un gruppo di giovanissimi ragazzi che, ben capitanati dal simpatico ed estroso Lillo, alias Pasquale Petrolo, sono in grado di trasformarsi, in maniera del tutto credibile, da una perfetta classe irreprensibile di una prestigiosa scuola americana ad una energica e grintosa rock band.

La trama: Dewey Finn (Lillo) è uno squattrinato musicista che sogna di diventare un divo del rock. Per racimolare soldi, finge di essere il suo coinquilino, l’insegnante Ned Schneebly (un bravo Matteo Guma), e ottiene un posto da supplente in una delle più ricche scuole elementari della città. Invece di insegnare materie di cui non sa nulla, inizia a insegnare ai suoi studenti la musica rock e li convince a mettere su una rock band per partecipare ad un concorso musicale. Ma tutto dovrà avvenire senza farsi scoprire non solo dalla preside della scuola (la perfetta Vera Dragone) ma anche da Ned e la sua perfida compagna Patty (una odiosissima ma brava Patty Di Marco).

I ragazzi sono stati tutti molto bravi. Tra loro spiccano, per ruolo, i 4 strumentisti che sorreggono musicalmente le sorti dello spettacolo. Tra loro si fa notare Giulia Carosi che, oltre ad essere una brava bassista, ha cantato-recitato-ballato con grande naturalezza. Le scene più coinvolgenti dello spettacolo sono proprio quelle in cui i 4 ragazzi suonano da soli i loro brani musicali – è stato bello vedere i maestri dell’orchestra lasciare i panni da strumentisti e iniziare a battere le mani come il resto della platea.

Lillo supera bene la prova (per lui è il primo musical) ma mostra alcuni limiti, ampiamente superabili con l’andare avanti delle repliche, quando si tratta di reggere i ritmi narrativi imposti dal testo e adattarsi alle diverse caratterizzazioni del suo personaggio. Non è stato comunque facile per lui tenere testa e “guidare” con scioltezza il gruppo dei suoi ragazzi. Ci si aspettava da lui anche qualche assolo rock di chitarra in più nella prima parte dello spettacolo.

L’ensemble (corpo insegnanti e genitori) è stato ampiamente all’altezza.

Ottima la direzione di musicale di Emanuele Friello che guida una perfetta orchestra/band.

Dopo Billy Elliot è stato un piacere rivedere un cast così numeroso sul palco. Le scene di insieme sono un gran bel colpo d’occhio.

Gradevole e grintoso questo School of Rock, adatto soprattutto alla famiglie e ai ragazzi con la passione per la musica.

Emanuele Tibelli

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