“Room”, un potente dramma di adattamenti con due grandi interpretazioni

000a9a6f-630

Room (id, Usa/Irlanda, 2015) di Lenny Abrahamson con Jacob Tremblay, Brie Larson, Joan Allen, William H. Macy, Sean Bridgers, Matt Gordon

Sceneggiatura di Emma Donaghue, dal suo romanzo omonimo

Drammatico, 1h 58′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 3 marzo 2016

Voto: 7½ su 10

Jack (Tremblay) ha cinque anni, e dalla sua nascita vive nella Stanza. In poco più di nove metri quadrati di abitacolo, senza finestre ma con un lucernaio, il bambino ha creato il suo macrocosmo, con un’idea dello spazio esterno acquisito come irreale e immaginario solo dallo schermo di un televisore. Ma non è solo, con lui c’è Ma’ (Larson) a proteggerlo da un’esistenza di reclusione violenta, claustrofobica e inumana, scandita dalle visite puntuali di un orco che rapì la ragazza sette anni prima. E sarà proprio Ma’ a escogitare un piano terrificante per far fuggire suo figlio da una vita di isolamento…

arton10871Diretto dall’irlandese Abrahamson e scritto da Emma Donaghue sulla scorta del suo romanzo omonimo, Room è un potente dramma di adattamenti antitetici, ispirato probabilmente da alcuni eclatanti casi di sparizione di persona in suolo statunitense. La grande abilità del regista sta nel descrivere in modo decisamente efficace un habitat limitato, facendo ricorso a una serie di oggetti concreti (sedia, lavandino, pianta, armadio, tavolo) con cui il piccolo protagonista ha instaurato una vera e propria relazione umana. Questa particolarità struggente diventa anche il motore per la svolta attuata dal personaggio femminile, una giovane madre che deve salvaguardare l’unica cosa che le è rimasta, suo figlio.

Senza voler svelare troppo di una trama che procede per piccole mosse rivelatrici, diciamo che il film di Abrahamson mantiene altissimi livelli di creatività, sia emotiva che visiva, ben oltre la metà, quando la narrazione si colloca su piani più tradizionali. Non è un demerito, ma l’attestazione di una sofferta presa di coscienza che, naturalmente, si riversa in una rincorsa normalità. Da applausi le interpretazioni del piccolo Jacob Tremblay e di Brie Larson (premio Oscar per la migliore attrice 2015), per un opera che ha fatto parlare di sé nei più importanti festival internazionali.

Giuseppe D’Errico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>