RomaFF9: “Soul Boys of the Western World” di George Hencken, sezione Gala

soul_boys_of_the_western_world_credit_

Soul Boys of the Western World – Spandau Ballet: il Film (Soul Boys of the Western World, GB, 2014) di George Hencken con Tony Hadley, Gary Kemp, Martin Kemp, John Keeble, Steve Norman

Documentario, 1h 42′, Nexo Digital, in sala il 21 e 22 ottobre 2014

Voto: 7 su 10

Per la serie “Ottanta nostalgia”, ecco il documentario sulla formazione, il successo, il declino e la resurrezione del gruppo musicale più amato dell’epoca, al pari dei Duran Duran. Soul Boys of the Western World è la storia degli Spandau Ballet, dall’infanzia alle prime prove fino all’apparizione all’interno dello show televisivo Twentieth Century Box nel maggio del 1980, dopo aver trovato il nome alla band da una scritta sul muro di un bagno pubblico a Berlino. Ragazzi della classe operaia londinese, figli di David Bowie e della controcultura punk, soul boys che avevano rifiutato il rock per l’elettronica e le camice svolazzanti, nel giro di poco tempo la produzione degli Spandau diventa delle più influenti ed entusiasmanti tra i club inglesi e non solo. Poi il successo planetario con True, i tour acclamati, lo stile di vita imitato, le notti selvagge e ancora un riscontro del pubblico incredibile, per una gloria durata dieci anni, fino alle prime delusioni e agli screzi creativi, a una dura battaglia legale per i diritti d’autore e, infine, alla riunione.

Grande lavoro di montaggio (di Chris Duveen) per un documentario trascinante, diretto da una discepola di Julien Temple e Mike Figgis, la bravissima George Hencken che, lungi dal celebrare il gruppo in una leziosa agiografia televisiva, approfondisce il contesto storico con materiali di repertorio di straordinario interesse e vi innesta la parabola di Tony Hadley, Gary Kemp, Martin Kemp, John Keeble e Steve Norman, unendo emozione, ironia e senso dello spettacolo. Ne viene fuori un ritratto coinvolgente e appassionato di una pop band che ha cambiato in meglio il volto della musica del tempo, con brani ancora indimenticabili e una vena artistica particolarmente romantica. Gli Spandau sono tornati per un altro ballo.

Giuseppe D’Errico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>