RomaFF11 – Selezione Ufficiale: “Genius”, un film di Michael Grandage

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Genius (id, Usa, 2016) di Michael Grandage con Jude Law, Colin Firth, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce, Dominic West, Vanessa Kirby

Sceneggiatura di John Logan

Biografico, 1h 44’, Eagle Pictures, in uscita il 10 novembre 2016

Voto: 7 su 10

Cosa porta uno dei più stimati registi teatrali inglesi a dirigere la sua prima opera per il cinema? Nel caso di Michael Grandage è stata la storia di Thomas Wolfe, autore cult della letteratura americana di metà anni Venti e anticipatore della Beat Generation, e dell’amicizia profondissima che lo ha legato al suo editore Max Perkins, della casa editrice Scribner’s Sons. È Genius, un biopic fortunatamente non agiografico e dall’imperdibile atmosfera d’epoca, che lo sceneggiatore John Logan (Il gladiatore, The Aviator) ha liberamente tratto dalla biografia Max Perkins: Editor of a Genius di Andrew Scott Berg.

large_large_2hjamscxhfdoycbkgmiolme9supWolfe (Law) è uno scrittore e poeta vittima del proprio stile letterario magmatico, fluviale e impressionista, Perkins (Firth) è lo scopritore di autori come Ernest Heminghway e Francis Scott Fitzgerald, la cui lungimiranza lo porta ad avere fiducia in quell’uomo logorroico e squattrinato che gli si presenta con un tomo alto quasi mezzo metro. Eppure, in quella prosa così evocativa e disordinata c’è qualcosa di unico: gli dà una possibilità, a patto che il romanzo, intitolato O’Lost, venga corretto, sfoltito, rimaneggiato e rititolato. Diventerà Angelo, guarda il passato, il best seller di cui tutti parlano, al quale seguirà un’altra titanica opera di revisione, quella per Il fiume e il tempo. E, mentre la loro collaborazione prosegue in maniera sempre più affiatata, le rispettive vite private iniziano a scricchiolare…

La storia di un sodalizio umano ancor prima che professionale viene raccontata con la leggerezza della commedia brillante e l’intensità di un dramma classico al maschile, dove non necessariamente è dato scomodare un interesse di natura omosessuale. Perkins, genitore di cinque figlie femmine, trovò in Wolfe l’intesa che avrebbe tanto desiderato con un figlio maschio, e Wolfe vide nel suo editore tutta la concretezza e la prudenza che non aveva mai vissuto nella propria famiglia. Ma Genius è anche una parabola di ossessioni spesso insormontabili, dalle quali riuscirà a salvarsi, non senza qualche profonda ferita nell’animo, solo il personaggio di Aline Bernstein, la moglie di Wolfe, che ha il volto di una convincente Nicole Kidman. Sono perfetti, invece, Colin Firth e Jude Law, entrambi alle prese con modelli interpretativi già collaudati in passato, il primo nei panni dell’uomo sicuro ed equilibrato, il secondo in una variante esagitata del genio sregolato di grande fascino. Una celebrazione appassionata dell’arte scrittoria, condotta con buon gusto e senso dello spettacolo.

Giuseppe D’Errico

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