RomaFF11 – Selezione ufficiale: “Afterimage”, un film di Andrzej Wajda

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Afterimage (Powidoki, Polonia, 2016) di Andrzej Wajda con Boguslaw Linda, Bronislawa Zamachowska, Zofia Wichlacz, Tomasz Wlosok

Sceneggiatura di Andrzej Mularczyk

Biografico, 1h 38′

Voto: 7 su 10

L’assenza di Andrzej Wajda all’XI Festa del Cinema di Roma è assordante. Tra gli ospiti più attesi, ci ha purtroppo lasciati qualche giorno prima dell’inizio della manifestazione, privandoci del privilegio di poter ascoltare le parole di un cineasta che ha sempre fortemente creduto in quei diritti universali e inalienabili che costituiscono le fondamenta di uno Stato democratico. Diventa, così, ancora più preziosa la sua ultima creazione Afterimage, dove ancora una volta il regista dimostra con rigorosa passione quanto il cinema possa e debba essere imparziale informazione e risoluta denuncia.

andrzey_wajda-afterimage-3Nel corso degli anni Wajda è diventato un vero e proprio simbolo per il suo Paese, la Polonia, con alcuni film in cui sosteneva il movimento di Solidarność come L’uomo di marmo e L’uomo di ferro, che, per altro, causarono al regista non pochi problemi di carattere politico. Non fa eccezione la pellicola inserita nella selezione ufficiale, dedicata al pittore Wladyslaw Strzemiński (interpretato dall’ottimo Boguslaw Linda), insegnante nella Scuola di Belle Arti di Lódź e figura fondamentale per la nascita della corrente dell’Unismo, il cui rifiuto di piegare i propri principi artistici al dogma imposto da Stalin lo condannò ad una feroce persecuzione da parte della dittatura comunista.

Il regista non pronuncia lapidarie sentenze, è sufficiente per lui (e per noi) documentare con perizia il naufragio della vita di un uomo che il governo isola dalla società, con un crudele embargo, privo di ogni parvenza di pietà umana, che ne causerà la morte per stenti. Unica consolazione per l’artista l’ammirazione sconfinata dei suoi allievi e il devoto affetto della sua unica figlia, Nika. Oggi Strzemiński e Wajda sono ricordati come emblemi di coraggio e coscienza morale all’interno di un oscuro periodo storico che attraversò la loro nazione, nonostante la damnatio memoriae che nel secondo dopoguerra colpì il pittore, attraverso la distruzione di buona parte delle sue opere. Ma se è possibile eliminare il prodotto di un’idea, è altrettanto impossibile cancellare l’idea che ha generato quel prodotto. E la storia attuale della Polonia è lì, a ricordarcelo ogni giorno.

Lidia Cascavilla

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