RomaFF10. Selezione Ufficiale: “Freeheld” di Peter Sollett

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Freeheld (id, Usa, 2015) di Peter Sollett con Julianne Moore, Ellen Page, Michael Shannon, Steve Carell, Luke Grimes, Josh Charles, Dennis Boutsikaris, Stink Fisher

Sceneggiatura di Ron Nyswaner, basato sul cortometraggio documentario “Freeheld” di Cynthia Wade

Drammatico, 1h 43′, Videa, in uscita il 5 novembre 2015

Voto: 6 su 10

Era uno dei film più attesi della stagione, dopo la presentazione al Festival di Toronto e, soprattutto, a seguito della storica sentenza della Corte Suprema del 26 giugno scorso, che ha allargato il diritto di matrimonio a tutte le coppie omosessuali americane. A conti fatti, però, resta solo la nobile causa in Freeheld di Peter Sollett (Nick & Nora – Tutto accade in una notte), ispirato al cortometraggio premio Oscar di Cynthia Wade del 2007 e sceneggiato dall’autore di Philadelphia e Il velo dipinto Ron Nyswaner.

100x140_Freeheld_LR-page-001La storia è quella vera di Lauren Hester (Moore), detective da oltre 23 anni a Ocean County, New Jersey, e della sua battaglia contro i funzionari della contea (freehelders) per ottenere uguali diritti: affetta da un cancro allo stadio terminale, chiede che la sua pensione passi alla compagna Stacie Andree (Page), nonostante una coppia di fatto non sia legalmente equiparabile a una sposata. Le daranno manforte il collega Dane Wells (Shannon) e un attivista ebreo gay (Carell).

L’urgente necessità di questo film, in giorni in cui il tema è più caldo che mai, va di pari passo alla sua piattezza cinematografica. Freeheld non brilla in nulla: iperformale e scontata la regia, eccessivamente edulcorata la scrittura, di maniera le interpretazioni. Julianne Moore è una grande attrice e un suo solo sguardo vale infinitamente più dei siparietti buonisti che infarciscono questo film socialmente nobilissimo e artisticamente convenzionale come un qualunque tv movie a tema. Per l’importanza dell’argomento vada per un 6 politico, ma piange il cuore a pensare cosa ne sarebbe potuto venir fuori in altre mani e con un po’ più di coraggio.

Giuseppe D’Errico

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