RomaFF10. Selezione Ufficiale: “Experimenter” di Michael Almereyda

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Experimenter – The Stanley Milgram Story (id, Usa, 2015) di Michael Almereyda con Peter Sarsgaard, Winona Ryder, Jim Gaffigan, Edoardo Ballerini, John Palladino, Kellan Lutz, Josh Hamilton, John Leguizamo, Anthony Edwards, Dennis Haysbert, Lori Singer, Anton Yelchin, Taryn Manning

Sceneggiatura di Michael Almereyda

Biografico, 1h 38′

Voto: 8 su 10

Nel 1961, nei laboratori dell’Università di Yale, il professor Stanley Milgram condusse un celebre studio, atto a testare la determinazione del comportamento individuale da parte di un sistema gerarchico e autoritario che impone obbedienza. L’esperimento consisteva nel far credere a un campione di gente comune di inviare scosse elettriche di intensità sempre maggiore a un’altra persona, in realtà complice dell’operazione, qualora quest’ultima avesse commesso un errore durante un test di associazioni di parole. Questo per dimostrare che la maggior parte delle persone, dietro a un ordine impartito da un’autorità (uno scienziato, in questo caso), eseguiva azioni in conflitto con i propri valori etici e morali. La teoria, poi esposta nel controverso libro intitolato “Obbedienza all’autorità”, portò a dei risultati impietosi: oltre l’80% degli esaminati completò l’esperimento, nonostante le finte implorazioni dell’interrogato.

experimenter-trailer-e-poster-del-film-biografico-con-peter-sarsgaard-e-winona-ryderLe reazioni allo studio furono molto critiche: il perbenismo imperante dell’epoca non avrebbe mai accettato risultati ottenuti tramite l’inganno, ignorando ingenuamente il merito importantissimo della ricerca. Ci ha pensato il regista indipendente Michael Almereyda (Hamlet 2000, Cymbeline) a riportare alla luce la storia di uno degli psicologi sociali più influenti del Novecento in Experimenter – The Stanley Milgram Story, un affascinante ritratto biografico interpretato dall’ottimo Peter Sarsgaard.

Il film si apre con l’osservazione dettagliata della prima seduta di sperimentazione, a tre mesi dall’inizio del processo a Gerusalemme contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann (per Milgram la ricerca era un tentativo di risposta alla domanda: “È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini?”, corroborando così le contemporanee riflessioni sulla banalità del male della filosofa tedesca Hannah Arendt) e prosegue, attraverso una concezione registica assai suggestiva, spiegando i molti esperimenti sociali che Milgram esercitò per tutta la sua breve esistenza (morì d’infarto a soli 51 anni), dai contributi sulla vita nella metropoli al potere di condizionamento esercitato dai mezzi di comunicazione, fino ai comportamenti antisociali.

Ne viene fuori un racconto originale e complesso, con il protagonista che passa continuamente a rivolgersi ora allo spettatore, ora agli altri interpreti (la moglie è una splendida e ritrovata Winona Ryder), mentre sullo sfondo si susseguono retroproiezioni stranianti ed elementi visivi inaspettati: che sia ancora tutto un test? Soprattutto, è evidente il plauso postumo verso una serie di teorie che, oltre ad aver interpretato la parte più inquietante della mente umana (che si tradusse nei totalitarismi), hanno saputo indicare perfettamente la strada che la società avrebbe intrapreso, la stessa profetizzata da George Orwell in “1984”. Experimenter è un film bello e necessario, che si spera riesca a trovare una distribuzione anche in Italia.

Giuseppe D’Errico

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