RomaFF10. Omaggi: “Sinatra – All or Nothing at All” di Alex Gibney

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Sinatra – All or Nothing at All (id, Usa, 2015) di Alex Gibney

Sceneggiatura di Alex Gibney

Documentario, 4h

Voto: 9 su 10

Dedicato a tutti quelli che, non avendolo vissuto all’epoca o perché convinti di essere disinteressati alle celebrità tutte glamour e scandali sui rotocalchi, hanno un’idea datata di Frank Sinatra come di un crooner per signore sognatrici. Il documentario di Alex Gibney, vera autorità in questo campo con oltre trent’anni di carriera alle spalle e alcuni dei lavori più influenti del genere, prodotto per la HBO e diviso in due puntate, va oltre il personaggio e ci racconta un mito irripetibile. Sinatra – All or Nothing at All è la storia bigger than life di un italoamericano di Hoboken, New Jersey, che riuscì, col suo talento epocale e un carisma senza pari, a influenzare la cultura americana per oltre un quarantennio.

MV5BNTY5NDE3MDM4Nl5BMl5BanBnXkFtZTgwODczODIxNTE@._V1_SY317_CR0,0,214,317_AL_Le varie fasi dell’esistenza di “The Voice” sono passate in rassegna a partire dal 1971, anno del suo annunciato ritiro dal mondo della musica con un concerto d’addio all’Ahmanson Theatre di Los Angeles, e attraverso le undici canzoni scelte per meglio rappresentare una carriera irripetibile. Ad ogni brano corrisponde un pezzo di vita, dalla giovinezza alla scoperta del canto, dal successo al matrimonio con Nancy, fino ai figli, agli amori divistici con Ava Gardner e Lauren Bacall (che coniò il soprannome “Rat Pack” per lui e i suoi soci di baldorie), il cinema e l’Oscar, le simpatie con la mafia, le contraddizioni politiche, il rapimento del suo secondogenito, le nozze con la giovanissima Mia Farrow, la popolarità in declino, la consacrazione a simbolo di New York.

La ricerca, di straordinario livello, unisce, con una gestione dei tempi assolutamente perfetta, materiale fotografico e preziosi reperti filmati, col sottofondo incessante e fuori campo di famigliari, amici intimi, personalità celebri. Il quadro, lungi dall’essere agiografico, restituisce l’immagine di un uomo meravigliosamente tenace, irascibile, malinconico, donnaiolo, in costante lotta con i cambiamenti musicali (pezzi unici quelli in cui divide la scena con Elvis Presley e Michael Jackson), sempre pronto a rimettersi in gioco. Quasi scontato sottolineare la bellezza senza tempo del commento musicale, la voce più bella del ventesimo secolo unita al fascino di una personalità che Gibney è riuscito a ritracciare fedelmente. Imperdibile, una vita che è un grande film.

Giuseppe D’Errico

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