RomaFF10. Alice nella Città: “Pan – Viaggio sull’isola che non c’è” di Joe Wright

PAN

Pan – Viaggio sull’isola che non c’è (Pan, Usa, 2015) di Joe Wright con Hugh Jackman, Rooney Mara, Garrett Hedlund, Levi Miller, Amanda Seyfried, Kathy Burke, Jack Charles

Sceneggiatura di Jason Fuchs, dai personaggi creati da J.M. Barrie

Fantasy, 1h 51′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 12 novembre 2015

Voto: 6 su 10

Di certo prende ispirazione dal grande classico della letteratura per l’adolescenza “Le avventure di Peter Pan” di James Matthew Barrie il film Pan – Viaggio sull’isola che non c’è, diretto dall’inglese Joe Wright (Espiazione, Anna Karenina) e presentato alla Festa di Roma come evento speciale della Alice nella città, ma di fatto si pone come prequel della storia del fanciullo che non voleva crescere.

Pan_2015_poster

Gli orrori della guerra fanno si che una donna si ritrovi costretta ad abbandonare il figlioletto in fasce davanti ad un orfanotrofio. Il piccolo Peter (Miller) cresce nella falsa speranza che un giorno sua madre possa tornare a prenderlo, così da vivere finalmente felici insieme. Ma per lui il destino ha in serbo milioni di sorprese: una notte viene trasportato in un mondo fantastico, popolato da pirati e fate, chiamato Neverland…

Il lavoro di Joe Wright è sicuramente lodevole per la vena mistica che caratterizza l’eroico personaggio di Peter, figlio dell’amore fra una madre umana e il capò tribù guardiano dell’Isola che non c’è. Il ragazzo, infatti, è predestinato a governatore questo regno fatato, da tempo sotto il dominio del perfido Barbanera (Jackman), responsabile della morte dei suoi genitori. Non tutti i nemici, poi, sono sempre stati tali. Ed ecco che, nel proteggere la chiave dell’isola, Peter avrà come alleati, una novella capo tribù, Giglio Tigrato (Mara), uno scapestrato Spugna, un giovane ed affascinante Uncino (Hedlund), in possesso ancora di entrambe le mani.

Troppo dolce ed educato questo novello Peter Pan, forse inconsapevole del suo potenziale, tanto che non si riesce a raggiungere una totale empatia né con lui né con gli altri personaggi. Conta anche il peso di un’immagginario collettivo legato alla fiaba difficile da superare, dal classico Disney del 1953 a Hook – Capitan Uncino di Spielberg, dove a vestire i panni del fanciullo volante era il compianto Robin Williams, forse il miglior Peter Pan di sempre.

Angela Di Giacomantonio

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