“Rogue one: A Star Wars Story”, un film di Gareth Edwards, la recensione

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Rogue One: A Star Wars Story (Usa, 2016) di Gareth Edwards con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Whitaker, Jimmy Smits, Alistair Petrie

Sceneggiatura di Chris Weitz e Tony Gilroy, basato sui personaggi di George Lucas

Fantascienza, 2h e 13′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 15 dicembre 2016

Voto: 7½ su 10

Vi aspettavate la carrellata iniziale con testo che funge da antefatto? Perfetto, Rogue One non ve lo concede. Basta tanto probabilmente a puntare l’attenzione sul fatto che questo spin-off della saga di Star Wars ha un tono diverso, più contemporaneo. E tuttavia man mano che la pellicola scorre ci si ritrova in quelle atmosfere note senza neanche rendersene conto.

rogueone_onesheeta_1000_309ed8f6Dopo un primo momento di incertezza ci si rende conto che questo film è in grado di mettere d’accordo più o meno tutti: i puristi progressisti di Guerre Stellari apprezzeranno il canone con un rinnovamento che sa di avanzamento e celebrazione della storia; i profani possono immergerzi senza annaspare troppo in uno spin-off che comunque ha una sua buona identità e un’indipendenza marcata che non li farà sentire come se avessero perso dei pezzi. Forse scontenti rimangono i fanatici nostalgici che si vedono lo sconvolgimento della colonna sonora – ad opera di Michael Giacchino, il tema rimane comunque inconfondibile e caratterizza al volo il brand anche per i meno esperti – e soprattutto un uso totalmente atipico delle inquadrature, capace di destabilizzare chi è abituato a certi tipi di carrellata verticale o orizzondale che sono marchi di fabbrica.

La trama esplora i tratti tipici dell’universo di Lucas, dal conflitto paterno all’ansia di cambiamento attraverso la rivoluzione: Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall’Impero alla costruzione di un’arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.

Rogue One ha un buon cast e ancora di più dei buoni personaggi che riescono a costruire una squadra che nel suo complesso è vincente. Risulta un buon film bellico – quasi evocativo di alcune scene di guerra contemporanee che può capitare di vedere in documentari sulle battaglie in Medio Oriente – rispetto al genere e tuttavia pur essendo un buon prodotto capace di colmare alcuni gap di trama lasciati in sospeso nei film precedenti non riesce a creare buoni spunti per eventuali sequel o anche solo per stimolare l’immaginazione dello spettatore, risultando autoconclusivo.

Maddalena Mannino

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