“RENT – Il musical”, messa in scena problematica del capolavoro di Jonathan Larson

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RENT – IL MUSICAL

Libretto, musiche e testi: Jonathan Larson
Drammaturgia: Lynn Thomson
Soggetto originale: Billy Aronson
Arrangiamenti musicali: Steve Skinner
Una produzione Dafni Spettacoli di Giorgio Maddalena
Adattamento italiano: Alessandro Vivona
Regia: Gisella Calì
Con: Roberto Rossetti, Salvador Axel Torrisi, Giuseppe Verzicco, Giovanna D’Angi, Natascia Fonzetti, Matteo Volpotti, Arianna Galletti, Enrico Sortino.
Direzione dei cori: Rosy Messina
Vocal coach: Mariella Arghiracopulos, Renato Vinciguerra
Audio editing: Giacomo Buccheri

Andato in scena al teatro Brancaccio di Roma il 2 febbraio 2016

Voto: 5 su 10

Jonathan Larson morì all’improvviso a 36 anni, il 25 gennaio del 1996, il giorno prima dell’esordio ufficiale del suo musical al New York Theatre Workshop. Compositore e drammaturgo statunitense, non ebbe modo di gioire del grande successo di “Rent” opera rock liberamente ispirata nientemeno che a “La Bohème” di Giacomo Puccini: ottavo musical più longevo di Broadway, per 12 anni in cartellone, acclamato dal pubblico e lodato dalla critica, si aggiudicò nientemeno che il Premio Pulitzer e ben 4 Tony Awards, tra cui quello per il Miglior Musical proprio nell’anno del suo debutto.
La storia racconta le vicende di tre coppie di giovani artisti che si barcamenano tra sogni di gloria e miserie quotidiane: cercano l’amore e desiderano il successo ma sono costretti a combattere quotidianamente per pagare l’affitto del fatiscente stabile nel quale dimorano, affrontando lo spettro della tossicodipendenza e il cancro spietato dell’HIV.
Il musicista Roger e la ballerina Mimì, l’esuberante Angel e il suo compagno Collins e ancora la combattiva Maureen e la sua agente-amante Joanne: tutte le possibili sfumature della coppia e dell’amore vivono e si raccontano di fronte alla cinepresa del talentuoso e squattrinato Marc.
La versione dell’opera di Larson andata in scena lo scorso 2 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma, in data unica, ha sofferto, purtroppo, di diverse defaillance tecniche che non ne hanno permesso una piena godibilità: l’apparato tecnico mal funzionante e un’acustica ben lontana dall’essere non tanto perfetta ma quantomeno accettabile, hanno purtroppo inficiato quasi completamente la comprensibilità della messa in scena. Duole inoltre segnalare che la non riuscita di questa produzione della Dafni Spettacoli di Giorgio Maddalena non è da ascriversi unicamente alla sbagliata calibrazione dell’apparato sonoro, ma ad una regia spesso inefficace, che smorza i momenti di maggiore pathos non rinunciando – praticamente mai – alla coralità di una messa in scena che diventa, alla lunga, tanto pervasiva quanto ridondante.
Rimane la sincera passione con la quale i giovani componenti del cast, pur con alterni risultati, hanno tentato di donare intenzioni e sentimenti alle umanissime anime immaginate da Larson: a ricordare quanto a vent’anni dal suo primo incontro con il pubblico sia ancora importante il messaggio di fraternità e di amore contenuto in Rent, il bel filmato, a chiusura della messa in scena, con il quale l’intero cast dello spettacolo sottolinea come, proprio in questi giorni, si stia vivendo in Italia un dibattito politico ma soprattutto sociale attorno a quel concetto di “famiglia allargata” che tanti, ancora, cercano di relegare ai margini della moderna società.

Marco Moraschinelli

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