“Re della terra selvaggia”, magica epopea dell’infanzia nella natura in divenire

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Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild, Usa, 2012) di Benh Zeitlin con Quvenzhané Wallis, Dwight Henry

Sceneggiatura di Lucy Alibar e Benh Zeitlin, dalla pièce teatrale “Juicy and Delicious” di Lucy Alibar

Drammatico, 1h 32’, Satine Film/Bolero Film, in uscita il 7 febbraio 2013

Voto: 8 su 10

È tra i film più acclamati e premiati della stagione, già presentato in concorso nella sezione “Un certain regard” del Festival di Cannes 2012, dove ha vinto la Camera d’Or, e candidato a ben quattro Oscar, per miglior film, regia, sceneggiatura non originale e miglior attrice protagonista alla piccola Quvenzhané Wallis, sei anni all’epoca delle riprese, la più giovane candidata di sempre. Non male per essere l’opera di un esordiente.

Re della Terra Selvaggia posterIn una zona paludosa e sperduta del profondo Sud degli Stati Uniti, una bimba di nome Hushpuppy viene educata dal padre secondo violenti precetti di sopravvivenza; l’irrompere di un tornado devastante e la progressiva malattia dell’uomo, spingono la piccola a un viaggio alla ricerca della madre, misteriosamente scomparsa anni prima. Forse la troverà, ma Hushpuppy tornerà indietro per accudire suo padre, con un seguito di straordinarie bestie preistoriche, liberate dai ghiacci disciolti.

Straordinaria epopea del mondo in divenire, vista attraverso lo stupore di una bambina che si sente parte integrante del cambiamento, Beasts of Southern Wild (titolo ben più potente della maldestra traduzione italiana) è un racconto di formazione dall’innocenza alla responsabilità, narrato secondo un realismo magico di strabiliante capacità evocativa.

Una Louisiana degli orrori, un grumo di ignoranza e superstizione, diventa, attraverso gli occhi di Hushpuppy, l’occasione per un’avventura magnifica e dolorosa che si fa specchio della nostra famelica modernità.

redellaterraselvaggiaLa concezione visiva del regista, mista tra documentario e fiaba, riesce sempre a restituire lo splendore della scoperta e la forza selvaggia dell’onirico meglio di qualunque teen horror di nuova generazione, regalandoci una indomita, toccante eroina della vita che è impossibile non amare; la piccola Wallis la interpreta con ipnotica naturalezza e impressionante vigore.

Entusiasmante, per gli occhi e per il cuore.

Giuseppe D’Errico

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