“Quel che sapeva Maisie”, il divorzio raccontato dall’infanzia

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Quel che sapeva Maisie (What Maisie Knew, Usa, 2012) di Scott McGehee, David Siegel con Onata Aprile, Julianne Moore, Steve Coogan, Alexander Skarsgård, Joanna Vanderham

Sceneggiatura di Nancy Doyne, Carroll Cartwright, ispirato all’omonimo romanzo di Henry James (ed. Marsilio)

Drammatico, 1h 35′, Teodora Film, in uscita il 26 giugno 2014

Voto: 8 su 10

Adattamento contemporaneo di un romanzo omonimo di Henry James del 1897, Quel che sapeva Maisie è la sorpresa di fine giugno delle uscite in sala (distribuisce Teodora Film, non con qualche remora: il film era nel loro listino da tempo). Gli sceneggiatori trasportano la vicenda vittoriana nella metropoli newyorkese di oggi, portando alla luce gli elementi di straordinaria modernità del testo attraverso le implicazioni che riguardano una coppia divorziata (Moore e Coogan) in lotta per l’affidamento della piccola figlia Maisie (Aprile). Rocker distratta lei, mercante d’arte girovago lui, sballottano la bimba da una casa all’altra, abbandonandola il più delle volte alla compagnia dei rispettivi nuovi compagni (Skarsgård e Vanderham). Privata di basi e attenzioni, Maisie verrà chiamata a compiere una scelta difficile.

poster_quel_che_sapeva_maisieTutto il film ruota attorno all’idea di raccontare una storia delicata e complessa dal punto di vista di una bambina di sette anni, facendo sì che lo spettatore possa conoscere ogni personaggio solo attraverso l’interazione che la piccola ha con loro. Una prospettiva inviolabile, e pertanto intima e toccante, di una situazione estremamente dolorosa. Il film è un piccolo gioiello di realismo, scritto, diretto e interpretato con grazia. Come sempre strepitosa Julianne Moore nel riuscire a restare in equilibrio tra estro recitativo e credibilità del ruolo, anche se tutto il film è fagocitato dalla prova impressionante della piccola Onata Aprile, di sconvolgente naturalezza. Il feeling tra la baby attrice e il resto del cast (in particolare col gigante biondo Alexander Skarsgård) è una delle cose più belle del film.

Giuseppe D’Errico

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