“Quel momento imbarazzante”, quando i maschi parlano di sesso

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Quel momento imbarazzante (That Awkward Moment, Usa, 2013) di Tom Gormican con Zac Efron, Miles Teller, Michael B. Jordan, Imogen Poots, Mackanzie Davis, Jessica Lucas, Addison Timlin, Josh Pais

Sceneggiatura di Tom Gormican

Commedia, 1h 34′, Notorious Pictures, in uscita il 28 agosto 2014

Voto: 5½ su 10

Sotto il vestito goliardico si nasconde la più spudorata delle commedie romantiche. Quel momento imbarazzante, scritto e diretto dall’esordiente Tom Gormican, è un deludente tentativo di riadattare gli stilemi anni Ottanta del genere (parlano da sole le nostalgiche musiche di David Torn) al nuovo gusto levigato, malizioso e un po’ volgarotto tanto di moda negli ultimi tempi. Per la logorrea dei protagonisti in fatto di sesso e conquiste, il film si pone a metà strada tra il classico eighties A proposito della notte scorsa e una versione al maschile di Sex and the City.

ARE_RR_J01alt_1Sht_KeyArt_AR_K04_MRE01_CS01C.psdNon convince, però, l’asse narrativo portante: tre amici per la pelle promettono di non impegnarsi sentimentalmente in segno di solidarietà verso quello che fra loro è stato appena scaricato dalla moglie. Cosa che, puntualmente, non accade: Jason (Efron), fornicatore seriale e appagato, si innamora di una biondina tutto pepe (Poots), Mickey (Jordan), l’abbandonato, ci riprova con la consorte fedifraga, e Daniel (Teller), il simpaticone del gruppo, nota finalmente lo splendore della sua migliore amica (Davis). Riusciranno a mettere da parte l’immaturità e a vivere serenamente una relazione amorosa?

La risposta è scontata, e il film non fa nulla per evitare ogni possibile luogo comune sull’argomento. Ci si mette in mezzo anche New York con i suoi incantevoli scorci invernali. Il problema vero, però, è nella struttura zoppicante, che si regge su un dialogo serrato spesso brillante, ma cade poi in un’artificiosità che porta a guardare con sospetto alla sbandierata vena corrosiva e prepotentemente egoistica dei protagonisti. Ne viene fuori il ritratto di una generazione di fenomeni per cui si nutre francamente poca stima. Confezione e recitazione, comunque, non hanno nulla da invidiare a prodotti analoghi meglio riusciti (Amici di letto di Will Gluck sapeva essere più ironico e brioso sugli stessi temi, mentre l’intramontabile Harry ti presento Sally resta un impossibile miraggio).

Giuseppe D’Errico

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