“Prossima fermata Fruitvale Station”, denuncia in memoria di Oscar Grant

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Prossima fermata Fruitvale Station (Fruitvale Station, Usa, 2013) di Ryan Coogler con Michael B. Jordan, Octavia Spencer, Melonie Diaz, Ahna O’Reilly, Kevin Durand, Chad Michael Murray, AJ Anable, Arlene Barshinger, Joey Oglesby, Dominic Zhai, Ariana Neal

Sceneggiatura di Ryan Coogler

Drammatico, 1h 28′, Wider Films, in uscita il 13 marzo 2014

Voto: 7 su 10

Premiato da pubblico e giuria al Sundance Film Festival del 2013, il film d’esordio del ventisettenne Ryan Coogler è la ricostruzione di uno dei più gravi episodi di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine su un cittadino inerme che le cronache recenti ricordino. prossima-fermata-fruitvale-station_coverNel tratto di metropolitana che da San Francisco porta a Oakland, alle prime ore del capodanno del 2009, un gruppo di ragazzi di colore viene coinvolto in una rissa in uno dei vagoni del treno. Alla stazione di Fruitvale, due poliziotti mettono spalle al muro i giovani; uno di loro è Oscar Grant, ventidue anni e con una figlia piccola che lo aspetta a casa, che verrà sparato a bruciapelo alla schiena da un agente. Disse che aveva scambiato la pistola per il taser, Oscar morirà qualche ora più tardi.

La prima parte del film ripercorre le ultime 24 ore di vita del ragazzo, un piccolo spacciatore con un passato di detenzione, sinceramente intenzionato a dare una svolta positiva alla propria esistenza. Gli sarebbero bastati 30 giorni per dar modo al proprio corpo di abituarsi a non combinare più guai, un sogno di rispettabile normalità che si infranse con l’arrivo del nuovo anno, nel modo più terribile.

Forse Frutivale Station non passerà alla storia del cinema, ma è certamente uno dei più coraggiosi e tesi film di denuncia civile degli ultimi anni. Quasi completamente affidato al carisma di Michael B. Jordan, affiancato da una splendida Octavia Spencer in un ruolo di madre colmo di dignità, e a una narrazione che non evita qualche eccesso di patetismo ma che sa portare avanti il racconto in maniera serrata e veritiera, riuscendo a sconvolgere e a indignare. La memoria di Oscar Grant ha ricevuto il rispetto che meritava.

Giuseppe D’Errico

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