“Predestination”, Ethan Hawke in un viaggio temporale da emicrania

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Predestination (id, Australia, 2014) di Michael Spierig e Peter Spierig con Ethan Hawke, Sarah Snook, Noah Taylor, Madeleine West, Kristopher Kirby

Sceneggiatura di Michael Spierig e Peter Spierig, dal racconto “Tutti voi zombie” (o “Tutti i miei fantasmi”) di Robert A. Heinlein

Fantascienza, 1h 37′, Notorious Pictures, in uscita il 1° luglio 2015

Voto: 5 su 10

Andremo dritti al punto: Predestination è un thriller dalle pretese fantascientifiche che vi procurerà un gran mal di testa nel tentativo di comprendere una trama che, alla fine, risulterà essere una centrifuga continua, partendo dal prologo fino all’epilogo e dall’epilogo al prologo. All’infinito.

Predestination_PosterDataBasato sul racconto “Tutti voi zombie” scritto nel 1959 da Robert A. Heinlein, il film narra le vicende di un agente speciale (Ethan Hawke) a caccia di pericolosi criminali del passato e del futuro, catturati grazie ad una macchina del tempo che gli consente una serie di viaggi spazio temporali, dal 1945 al 1993 e viceversa. Nella sua ultima missione, prima del congedo, viene accompagnato dal personaggio chiamato La Madre Nubile (Sarah Snook), ora sotto sembianze maschili, incontrato apparentemente per caso ma che, invece, si rivelerà l’elemento chiave dell’intera pellicola.

Dopo essere riusciti a trarre un minimo di filo logico da questa storia aggrovigliata (senza svelare troppo per non tradire qualche colpo di scena che ridà fiducia allo spettatore), il nonsense dell’intera operazione potrebbe dirsi racchiusa nella rivelazione che il supervisore dell’Agenzia Temporale, Mr Robertson (Noah Taylor), una sorta di Caronte o di Virgilio, a seconda dei punti di vista, fa ad Hawke: “Sei venuto al mondo attraverso un paradosso temporale”. Dopo una riflessione di una manciata di secondi che tale affermazione suscita, si coglie, tutto sommato, l’entusiasmo e la voglia di stupire dei fratelli Peter e Michael Spierig (Daybreakers – L’ultimo vampiro), registi e sceneggiatori del film.

Eccitati all’idea di una trasposizione cinematografica del racconto di fantascienza di Heinlein, si sono però fatti prendere la mano, spingendo la sceneggiatura fino all’inverosimile, con un adattamento non sempre fedele al testo originale. Hanno dato vita, così, ad un cubo di Rubik, di cui si continua a spostare i lati senza ottenere il monocromatico desiderato. Peraltro, tanta elucubrazione mentale stride un po’ con l’ingenuità quasi fanciullesca nella realizzazione tecnica del film. Probabilmente costretti da un budget limitato, alcuni aspetti della pellicola quasi inteneriscono, come il ruolo della macchina del tempo affidato ad una custodia di violino, l’assenza di effetti speciali di rilievo (essenziali per il genere trattato) oppure il tentativo di rendere futuristici scenografie e costumi nelle sequenze ambientate negli anni ’60.

Apprezzabile lo sforzo dell’australiana Snook nell’interpretare il doppio genere maschile/femminile, evidente l’impegno in un ruolo forse da lei considerato come un’occasione di svolta nella sua carriera. Tuttavia, la sua recitazione è ancora acerba ed in questo non è stata aiutata dalla doppiatrice italiana che, dandole voce nel personaggio maschile, ne smorza ancora di più le qualità. Purtroppo, basato sul paradosso l’intero film è un paradosso. Lo stesso Ethan Hawke ha dichiarato: “Chiunque ti dica di sapere di cosa Predestination parli… Sta mentendo”. Profetico.

Lidia Cascavilla

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