“Poltergeist”, remake scialbissimo di un grande classico horror

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Poltergeist (id, Usa, 2015) di Gil Kenan con Sam Rockwell, Rosemarie DeWitt, Jared Harris, Jane Adams, Nicholas Braun, Saxon Sharbino, Kennedi Clements, Kyle Catlett

Sceneggiatura di David Lindsay-Abaire

Horror, 1h 33′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 2 luglio 2015

Voto: 3 su 10

C’è a Hollywood una brutta moda, quella di voler rifare, per mancanza di idee e avidità di pecunia, i grandi classici dell’horror passato. A questa tristissima consuetudine, che non ha risparmiato neppure capolavori inavvicinabili come Carrie di De Palma o addirittura Rosemary’s Baby di Polanski, sembrava essere scampato il cult movie da brivido Poltergeist del 1982, scritto e prodotto da Steven Spielberg che, per la regia, si affidò al maestro del terrore di Non aprite quella porta (rifatto, e disfatto, anche questo) Tobe Hooper. 

poltergeist-1sht-vera1-large_zvhtGrande esempio di “casa infestata” al cinema, nonché quintessenza dello spirito narrativo dei “personaggi ordinari travolti da eventi straordinari”, il film è una macchina spettacolare che ha segnato l’epoca dell’amministrazione Regan con la sua satira al tele-imbonimento mediatico, divenendo una pietra miliare dell’horror di tutti i tempi. Si sentiva il bisogno del rifacimento di un film perfetto e ancora godibilissimo? La risposta ovviamente negativa al quesito non si avvicina neppure lontanamente al fastidio che questa nuova versione diretta dall’inconsistente Gil Kenan provocherà tra appassionati e affezionati dell’originale.

Il nuovo Poltergeist è talmente scialbo e demenziale da scoraggiare anche il ragazzino più impressionabile. Come si può pretendere di generare suspense e spaventi se neppure i personaggi del film mostrano mai un minimo di preoccupazione di fronte agli eventi bizzari che portano la piccola di casa ad essere inghiottita in una spettrale dimensione parallela? La sceneggiatura di David Lindsay-Abaire (Rabbit Hole, Il grande e potente Oz) si sforza di aggiornare il tutto con superficiali riferimenti alla crisi economica e alle nuove tecnologie ma è un groviera di credibilità quando gioca la carta del paranormale, la narrazione frettolosa e senza pathos, la regia senza carattere, gli attori completamente disinteressati. Manca un crescendo di tensione, manca il costante senso di minaccia casalinga, manca il legame famigliare.

E manca Spielberg, mancano le musiche di Jerry Goldsmith, gli effetti speciali dell’Industrial Light & Magic, manca fin’anche il personaggio celeberrimo e indelebile di Tangina Barrons, l’imperscrutabile e perentoria medium nana interpretata al secolo da Zelda Rubinstein, qui sostituita da una sorta di prestigiatore televisivo dal dubbio carisma che ha il volto di Jared Harris. Insomma, manca Poltergeist, che negli anni si è costruito una meritata fama di film maledetto: che sia questo remake una sua ennesima vittima? Preso così potrebbe perfino avere una ragione di esistere. Un consiglio: rivedetevi l’originale.

Giuseppe D’Errico

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