“Pitch Perfect 2″, Banks in regia per un sequel sfilacciato ma innocuo

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Pitch Perfect 2 (id, Usa, 2015) di Elizabeth Banks con Anna Kendrick, Brittany Snow, Rebel Wilson, Adam DeVine, Hailee Steinfeld, Elizabeth Banks, Alexis Knapp, Skylar Astin, John Michael Higgins, Ben Platt

Sceneggiatura di Kay Cannon

Commedia, 1h 55′, Universal Pictures Internationa Italia, in uscita il 28 maggio 2015

Voto: 5 su 10

A grande richiesta, dopo l’inatteso e spropositato successo del primo episodio (uscito in Italia con l’opinabile titolo Voices), ritornano le Barden Bellas, il gruppo vocale femminile a capella partorito sull’onda della febbre da talent e di serial tv canterini, per la gioia di tutti gli adolescenti (troppi!) che sognano di sfondare nel mondo della musica. Presentato così, Pitch Perfect 2 fa quasi paura, e invece è un men che innocuo ritrovo di signorine dall’ugola d’oro che ce la mettono tutta per strapparci un sorriso e qualche brivido.

Pitch_Perfect_2_posterAvevamo lasciato le ragazze trionfanti e innamorate, le ritroviamo ancora alle prese con audizioni e grandi concorsi in cui fare sonore figuracce. La più scafata del gruppo (Kendrick) trama per diventare solista, le altre adottano una novellina (Steinfeld) nella speranza di rimpolpare le armonie e fronteggiare l’agguerritissima concorrenza teutonica nell’imminente prova internazionale. Ce la faranno?

La domanda pleonastica non è tale per i tanti affezionati che si appassioneranno a quest’ennesimo canovaccio di conformismi mal camuffati, decisamente meno brillante del predecessore ma ugualmente digeribile da chi ha orecchio per intendere che i numeri musicali sono di contemporanea qualità. Il versante comico è assicurato dalla straripante Rebel Wilson e dagli irresistibili siparietti al veleno dei due conduttori radiofonici interpretati da Banks e Higgins. Guarda caso, la bionda e simpaticissima Elizabeth, dopo aver prodotto il primo film, questa volta ha preso anche le redini della regia, con risultati volenterosi ma rivedibili: questo secondo capitolo paga soprattutto una scrittura sfilacciata, prolissa e senza sorprese. Occhio però ai tanti cameos (c’è anche il Presidente Obama!) e ai titoli di coda…

Giuseppe D’Errico

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