“Piovono Polpette 2″: la dura sorte dei sequel

Piovono-Polpette-2-nuovo-trailer-per-il-sequel-danimazione-della-Sony

Piovono polpette 2 (Cloudy with a Chance of Meatballs 2, USA, 2013) regia di Cody Cameron e Kris Pearn

Sceneggiatura: John Francis Daley, Jonathan M. Goldstein

Animazione, 1h e 30 minuti, Sony Pictures Animation, Columbia Pictures, nelle sale dal 25 dicembre

Voto: 6 su 10

Ci sono sequel e sequel: quelli che nascono da una premeditata progettazione in scrittura, ovvero che lasciano volutamente aperte delle situazioni, delle possibili alternative e sviluppi, non chiudendo completamente il racconto, e quelli invece che vengono fuori solo per ragioni produttive, quando il primo film ha successo e “non si può non sfruttare l’onda e rinunciare al secondo capitolo”. Piovono Polpette 2 sembra appartenere a questa seconda alternativa: mentre nella narrazione seriale il sequel, se ben progettato, può portare a grandi risultati e aspirare anche a un terzo capitolo, quando l’idea si stiracchia e si rimacina forzatamente, solo per batter cassa, il pubblico lo avverte, lo sente.
In Piovono Polpette 2 ritroviamo quindi il nostro inventore pazzo e simpaticone Flint Lockwood alle prese con una variante della sua celeberrima invenzione: la macchina che trasforma l’acqua in cibo, ora, in una strampalata involuzione, produce cibo vivente, gli animacibi, creature dai più stralunati ibridi (dal mostro cheeseburger al cetriolo pescatore, dalla fragola birichina alla toast-zanzara) che sembrano volersi imporre sugli esseri umani. Flint, aiutato dalla sua squadra di amici, dovrà trovare una soluzione al problema, ma la sua grande ammirazione per il genio dei geni, il magnate della tecnologia Chester V (che gli animatori definiscono un ibrido fra Steve Jobs, Richard Branson e il direttore di un circo) gli farà perdere la retta via…
L’artificiosità della trovata, unita alla mancanza di un vero cattivo, di quelli che fanno davvero paura (ma anche tantaPiovono-polpette-2-il-trailer_h_partb simpatia) si fanno sentire sin dai primi minuti: prova del nove ce la danno i bambini in sala, che seguono il film d’animazione (della Sony) senza una viva partecipazione. Non ci sono momenti particolarmente esilaranti, né colpi di scena particolarmente significativi, ne personaggi sufficientemente empatici, ma… c’è il 3D, quello sì, quello fa un po’ di spettacolo (soprattutto nell’ammiccare a un’estetica alla Avatar), quel che basta per non percepire più di tanto la grande fragilità e superficialità del racconto. Ma la perfezione tecnica non basta: l’emozione, il palpito del cuore, quel “mi si sono aggrovigliate le viscere” te lo fa venire solo la buona storia (e la buona scrittura), che, ribadiamo, qui non c’è. Forse un vero brivido lo proviamo nei titoli di coda: avendo superato negli USA i 100 milioni di dollari di incasso, ci toccherà sorbirci anche un terzo capitolo?

Andrea Ozza

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>