“Pictures from Gihan”: la rivoluzione raccontata attraverso la sensibilità tecnica dei Muta Imago

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PICTURES FROM GIHAN

ideazione Chiara Caimmi, Riccardo Fazi, Claudia Sorace
regia Claudia Sorace drammaturgia / suono Riccardo Fazi
direzione tecnica Maria Elena Fusacchia elaborazione video Luca Brinchi Maria Elena Fusacchia
performance Claudia Sorace, Riccardo Fazi
consulenza alla drammaturgia Giuseppe Acconcia
consulenza alla rumoristica Edmondo Gintili vestiti Fiamma Benvignati
organizzazione Manuela Macaluso foto di scena Stefano Augeri

Una produzione Muta Imago nell’ambito del Romaeuropa Festival 2013

Voto: 7 su 10

È possibile intuire la portata di un evento storico leggendo le parole – affidate ai moderni “network sociali” – di una giovane blogger egiziana? Si possono attraversare i continenti con l’immaginazione,  guidati dai tweet di una coetanea sconosciuta, per comprendere il senso della protesta globale di un popolo lontano, forse, solamente dal punto di vista geografico ?

Attorno a questi stimoli i Muta Imago costruiscono lo spettacolo Pictures from Gihan, quasi una forma di rappresentazione teatrale “in divenire”, per provare, secondo quanto dichiarato dagli stessi autori, a “tracciare una storia personale e collettiva, manipolando le tracce di un evento per comprenderne la straordinarietà, la velocità, l’immediatezza”.
Sul palco del teatro Quarticciolo di Roma si cerca di riannodare un filo comune immaginario che connetta l’Europa al Medio Oriente, mostrando attraverso le parole, i filmati, le riflessioni di Gihan I., quanto accaduto a piazza Taharir al Cairo, con l’intento (svelato nel bellissimo finale) di riportare nel sopito Occidente una seppur minima scintilla del moto di orgoglio che ha animato la cosiddetta primavera araba.

Tanto è stata difficoltosa la ricerca di Riccardo Fazi e Claudia Sorace, che sul proscenio si muovono soli tra i tanti schermi che restituiscono i frammenti di questa storia, tanto la mancanza di immediatezza è forse l’aspetto più penalizzante in uno spettacolo intenso e difficile, complicato e importante.
Lontano dall’emotività diretta e coinvolgente del bellissimo (a+b)³ – il precedente lavoro dei Muta Imago – “Pictures from Gihan” richiede una pregressa conoscenza dei fatti storici ai quali si fa riferimento, e la capacità – non per tutti scontata – di lasciarsi coinvolgere da alcune suggestioni visive che, talvolta, vengono penalizzate da farraginosi tecnicismi.

Si consiglia comunque la visione di una messa in scena capace di suggerire domande tutt’altro che banali, in attesa di quelle risposte che forse solo la Storia, un giorno, saprà dare.

Marco Moraschinelli

One Response to “Pictures from Gihan”: la rivoluzione raccontata attraverso la sensibilità tecnica dei Muta Imago

  1. […] ciascuno il suo (lago): Dada Masilo’s Swan Lake di Silvia Mei (Culture Teatrali, 18 novembre) Pictures from Gihan: la rivoluzione raccontata attraverso la sensibilità tecnica dei Muta Imago di Marco Moraschinelli (Cultural Minds, 18 novembre) Hedda Gabler. Ostermeier nel mondo dorato di […]

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