“Perfect Day”, commedia bellica di grande equilibrio tra ironia e dramma

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Perfect Day (id, Spagna, 2015) di Fernando León de Aranoa con Benicio Del Toro, Tim Robbins, Olga Kurylenko, Mélanie Thierry, Fedja Stukan, Eldar Residovic, Sergi López

Sceneggiatura di Fernando León de Aranoa, Diego Farias dal romanzo “Dejarse Llover” di Paula Farias

Commedia, 1h 45′, Teodora, in uscita il 10 dicembre 2015

Voto: 7 su 10

Con Perfect Day dello spagnolo Fernando León de Aranoa (quello del pregevole I lunedì al sole) siamo in un territorio delicatissimo, quello della commedia drammatica a sfondo bellico. Per capire quanto sia delicato il campo, basti pensare al recente fallimento di Barry Levinson che, nonostante la presenza di Bill Murray, è riuscito con Rock the Kasbah a ottenere il più grosso fiasco del cinema americano dell’anno. Il film di de Aranoa, invece, è stato accolto trionfalmente all’ultimo Festival di Cannes proprio grazie all’equilibrio raro che riesce a mantenere tra ironia (anche nera) e realismo tragico.

Layout 1Siamo nel 1995, la guerra nei Balcani è finita da poco e un gruppo di volontari umanitari variamente assortiti (l’americano Robbins, il portoricano Del Toro, la francese Thierry e l’ucraina Kurylenko) cerca, con non poche difficoltà, di rimuovere un cadavere caduto in un pozzo, per evitare la contaminazione dell’acqua del villaggio. Ma non solo trovare una corda sembra un’impresa disperata, ma anche sottostare alle inspiegabili leggi della protezione civile e dell’Onu può essere un ostacolo…

Con un passato da documentarista e alla sua prima esperienza con un cast internazionale, de Aranoa mette insieme il racconto esemplare di una missione d’aiuto che deve scontrarsi con l’impossibilità di poter aiutare chi ne ha bisogno. Lo fa attraverso dialoghi brillanti e una commistione di toni, dal più leggero al meno conciliante, mai sbagliata. Ottimi attori e una strepitosa colonna sonora fanno il resto. In alcuni momenti si avverte, però, una certa difficoltà nel portare avanti la narrazione senza dare l’impressione che alcuni episodi appaiano appiccicati, ma il quadro offerto, oltre che di intelligente impegno, non perde mai di credibilità. Neppure in un finale ben studiato.

Giuseppe D’Errico

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