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“The Post”, un film di Steven Spielberg, la recensione

The Post (id, Usa, 2018) di Steven Spielberg con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Matthew Rhys, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Alison Brie, Carrie Coon, Jesse Plemmons, David Leggi »

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“Black Panther”, un film di Ryan Coogler, la recensione

Black Panter (id. USA, 2018) di Ryan Coogler con Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong’o, Danai Gurira, Letitia Wright, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Winston Duke, Sterling K. Brown, Angela Bassett, Forest Leggi »

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“The Party”, un film di Sally Potter, la recensione

The Party (id, GB, 2017) di Sally Potter con Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Patricia Clarkson, Cillian Murphy, Emily Mortimer, Cherry Jones, Bruno Ganz Sceneggiatura di Sally Potter Commedia, 1h 11′, Academy Leggi »

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“Cinquanta sfumature di rosso”, un film di James Foley, la recensione

Cinquanta sfumature di rosso (Fifty Shades Freed, Usa, 2018) di James Foley con Jamie Dornan, Dakota Johnson, Eric Johnson, Rita Ora, Luke Grimes, Marcia Gay Harden, Jennifer Ehle, Eloise Mumford, Victor Rusak, Leggi »

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“Chiamami col tuo nome”, un film di Luca Guadagnino, la recensione

Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name, Francia/Italia/Usa/Brasile, 2017) di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois Sceneggiatura di James Ivory, Luca Leggi »

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“Made in Italy”, un film di Luciano Ligabue, la recensione

Made in Italy (id, Italia, 2018) di Luciano Ligabue con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi Sceneggiatura di Luciano Ligabue Drammatico, 1h 44′, Leggi »

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“L’ora più buia”, un film di Joe Wright, la recensione

L’ora più buia (Darkest Hour, GB, 2017) di Joe Wright con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Charley Palmer Rothwell Sceneggiatura di Anthony McCarten Biografico, 2h Leggi »

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“Tutti i soldi del mondo”, un film di Ridley Scott, la recensione

Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World, Usa, 2017) di Ridley Scott con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Whalberg, Charlie Plummer, Romain Duris, Timothy Hutton, Marco Leonardi, Giuseppe Leggi »

“Made in Italy”, un film di Luciano Ligabue, la recensione

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Made in Italy (id, Italia, 2018) di Luciano Ligabue con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi

Sceneggiatura di Luciano Ligabue

Drammatico, 1h 44′, Medusa, in uscita il 25 gennaio 2018

Voto: 4 su 10

Alla soglia dei suoi primi sessant’anni, Ligabue ritiene di essere ormai pronto per divulgare il suo personale Manifesto, quasi un testamento, in cui dispensare sermoni ed elargire saggezza. E così, a distanza di sedici anni dall’ultimo film Da zero a dieci, scrive e dirige Made in Italy, una sorta di guida pratica per raggiungere la felicità. Il progetto è, tuttavia, più articolato del previsto e nasce dal suo primo ed omonimo concept album, attraverso le cui tracce si racconta una storia che viene, poi, ulteriormente sviluppata sullo schermo.

“DI-VI-NA – Per vocazione Star”, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Riccardo Castagnari, la recensione

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Presentato da R.C. e Xenia

DI-VI-NA – Per vocazione Star
di e con Riccardo Castagnari

accompagnato da Andrea Calvani al pianoforte
Assistente Costumi Francesco De Marco
Luci Luca Capparucci
Assistente Regia Adriana Alben
Regia di Riccardo Castagnari

In scena all’Off/Off Theatre di Roma fino al 4 febbraio

Voto: 7½ su 10

Le parolacce bisogna saperle dire, non è cosa da tutti. Ce ne offre un variopinto florilegio Riccardo Castagnari, o meglio DI-VI-NA, la sua ultima creazione. Sono passati i tempi delle crasi romantiche tra principe e regina: in scena ora c’è una figura metà donna metà bestia, sorella minore di Marlene D. e drag queen ritardataria che si diverte a fare la sciantosa da tabarin e a sfoggiare sgargianti parrucche e mirabolanti costumi. Arriva con tutta l’intenzione di farsi notare, col suo baschetto e una vaporosa pelliccia di frange, dà la colpa ai mezzi pubblici per l’affanno e, rivolgendosi perentoriamente a una signora in prima fila, inizia un amabile sproloquio sulla propria accidentata esistenza fatta di ferite famigliari, amori ormai perduti, sesso prezzolato e arte scenica.

“L’ora più buia”, un film di Joe Wright, la recensione

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L’ora più buia (Darkest Hour, GB, 2017) di Joe Wright con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Charley Palmer Rothwell

Sceneggiatura di Anthony McCarten

Biografico, 2h 05′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 18 gennaio 2018

Voto: 6 su 10

Il problema di un film biografico come L’ora più buia di Joe Wright, paradossalmente, non risiede nella sua fedeltà più o meno alta alla verità storica, quanto soprattutto nell’appiattimento di tale verità in una esposizione facile e immediata. La casa di produzione inglese Working Title non è nuova a questo genere di operazioni, mirate all’umanizzazione di personaggi scomodi e alla sintesi degli eventi cui presero parte; non a caso, alla sceneggiatura troviamo Anthony McCarten, artefice di uno dei copioni più ruffiani di tale tipologia cinematografica, quello de La teoria del tutto su Stephen Hawkins. Stavolta, la figura al centro della narrazione è il primo ministro britannico Winston Churchill, interpretato da un immenso Gary Oldman, colto in un momento cruciale per gli equilibri politici europei durante la Seconda Guerra Mondiale.

“La Bohème” di Giacomo Puccini, uno spettacolo di Graham Vick, la recensione

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LA BOHÈME di Giacomo Puccini

Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Interpreti
Mimì   Mariangela Sicilia, Alessandra Marianelli (20,23,25,28/01)
Musetta          Hasmik Torosyan, Ruth Iniesta (20,23,25,28/01)
Rodolfo           Francesco Demuro, Matteo Lippi (20,23,25,28/01)
Marcello         Nicola Alaimo, Sergio Vitale (20,23,25,28/01)
Schaunard       Andrea Vincenzo Bonsignore
Colline       Evgeny Stavinsky
Benoit/Alcindoro        Bruno Lazzaretti
Parpignol        Guang Hu (Scuola dell’Opera)
Un venditore   Coro

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e tecnici del Teatro Comunale
Direttore         Michele Mariotti
Regia   Graham Vick
Scene e costumi         Richard Hudson
Luci     Giuseppe di Iorio
Assistente alla regia   Lorenzo Nencini
Assistente alle scene  Justin Arienti
Assistente ai costumi Elena Cicorella
Maestro del Coro di voci bianche     Alhambra Superchi
Maestro del Coro       Andrea Faidutti

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Voto: 9 su 10

È una delle opere più diffuse dell’intero repertorio, tra le più note nel mondo e sicuramente tra le più rappresentate. Eppure la Boheme di Giacomo Puccini, andata in scena per l’apertura di stagione del Teatro Comunale di Bologna, grazie anche al curatissimo lavoro del regista Graham Vick e del direttore d’orchestra Michele Mariotti è tornata a vivere sul palcoscenico con una forza prorompente, che esula dall’opera stessa e manda un forte messaggio anche alle nostre generazioni, grazie anche alle scenografia e alle scelte registiche che giocano su un perfetto equilibrio tra poesia e realismo, quest’allestimento lacera l’anima e rende la Boheme ancora più travolgente di quanto già non lo fosse nelle originarie intenzioni del compositore italiano.

“Next to Normal” di Brian Yorkey, uno spettacolo di Costanza Filaroni, la recensione

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NEXT TO NORMAL

Libretto e liriche di Brian Yorkey
Musiche di Tom Kitt
Prodotto da Andrea Manara e Davide Ienco
Regia di Costanza Filaroni
con Antonello Angiolillo, Francesca Taverni, Matteo Morigi, Laura Adriani, Renato Crudo, Massimiliano Perticari.

Al Teatro Orione di Roma il 26 e 27 gennaio 2018

Voto: 8 su 10

Next to Normal è un musical, o forse sarebbe meglio dire uno spettacolo musicale, di Brian Yorkey con le musiche di Tom Kitt, la cui versione italiana è stata realizzata dalla STM di Milano in collaborazione con Compagnia della Rancia, con la regia di Costanza Filaroni e la produzione di Andrea Manara e Davide Ienco.

A Roma ha debuttato il nuovo allestimento, dopo 2 anni di repliche tra Milano e le provincie del nord Italia. Il Teatro Orione di Roma ha ospitato l’evento all’interno della rassegna Mindie che ha l’intento di raccogliere i migliori spettacoli indipendenti di teatro musicale realizzati in Italia. Il pubblico romano però non sembra aver risposto adeguatamente. Il titolo non è certo dei più facili per via della trama che affronta con crudezza e realismo il tema della depressione e dell’impatto che questa ha sulle vite dei componenti di un’intera famiglia. Ma forse una pubblicità dell’evento più adeguata avrebbe consentito ad un maggior numero di persone di conoscere questo spettacolo, che vale veramente la pena vedere.

“Dagli abiti della Dietrich, entro in quelli di una sconosciuta drag queen”, incontro con Riccardo Castagnari

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Era il 2001 quando Riccardo Castagnari stregò tutti con la sua Marlene D.. Sono passati quasi 18 anni da quella memorabile interpretazione, che tanti consensi raccolse anche fuori dal territorio nazionale. Dai sontuosi abiti della Dietrich adesso Castagnari si allontana, speriamo, momentaneamente per evocare un’altra storia. Stiamo parlando di DI-VI-NA, per Vocazione Star, il nuovo spettacolo con cui il talentuoso attore e regista debutterà in prima nazionale nel neonato spazio OFF/OFF Theatre di Roma il 30 Gennaio, restando in scena fino al 4 febbraio. Lo abbiamo incontrato.

Ormai ci siamo quasi per questo nuovo debutto. Castagnari, lei sente
sempre la tensione di una prima nazionale, nonostante i successi
ottenuti anche all’estero?

Sì, naturalmente sì. Tensione e paura, affiancate. È sempre e comunque un salto nel vuoto quello che si fa. Quando da ragazzino frequentavo l’Accademia milanese del Filodrammatici, ebbi la fortuna di incontrare e conoscere Milly. Una delle domande che le rivolsi fu proprio questa: “Signora, dopo tanti anni di successo e di carriera lei ha ancora paura prima di entrare in scena?” Lei mi guardò da sotto in su, attraverso i suoi occhialetti da vista, e mi disse: “Sempre! Quando finisce la paura, lì comincia il tecnico e finisce l’artista!” Fu una frase che mi colpì molto e che si scolpì nella mia mente a caratteri di fuoco. Da allora mi accompagna sempre, ad ogni debutto, ma anche ad ogni replica. A Parigi ad esempio, quando con Andrea Calvani, il maestro che da sempre mi accompagna al pianoforte, eravamo in scena aspettando che si aprisse il sipario, sentivamo che il brusio in sala era differente… era francese(!). Da lì a poco il sipario si sarebbe aperto e Marlene (io) avrebbe parlato a quel pubblico d’oltralpe per oltre un’ora e mezza in una lingua non sua! Il terrore correva davvero sul filo, e Milly, per tutti quegli splendidi tre mesi parigini,è stata sempre con noi, presente con quella sua frase, regalata molti anni prima ad un ragazzino che sognava di fare l’attore.

FLY TRIO di Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard all’Auditorium PdM

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L’Auditorium Parco della Musica di Roma ha ospitato il Fly Trio, ovvero Mark Turner ai sassofoni, Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Non è la prima volta che ascoltiamo questa ensamble e possiamo confermare quanto di buono il trio abbia costruito in questi anni di gavetta attraverso le tante collaborazioni prestigiose che le loro rispettive carriere hanno documentato.

Il 22 gennaio è stata la notte di Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard. Questi straordinari musicisti hanno ricambiato l’entusiasmo del pubblico numeroso accorso all’Auditorium con un set di grande impatto emotivo e artistico, suonando a pieni giri e definendo ulteriormente la propria cultura musicale. Il sound del trio si rifà idealmente al piano-less di Sonny Rollins, Steve Lacy e Sam Rivers rievocando alcuni stilemi ed esplorandone di nuovi attraverso spiazzanti soluzioni musicali.

“Tutti i soldi del mondo”, un film di Ridley Scott, la recensione

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Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World, Usa, 2017) di Ridley Scott con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Whalberg, Charlie Plummer, Romain Duris, Timothy Hutton, Marco Leonardi, Giuseppe Bonifati, Andrew Buchan, Guglielmo Favilla, Olivia Magnani, Francesca Inaudi, Nicolas Vaporidis, Giulio Base

Sceneggiatura di David Scarpa, dal romanzo omonimo di John Pearson (ed. HarperCollins Italia)

Drammatico, 2h 13′, Lucky Red, in uscita il 4 gennaio 2018

Voto: 5 su 10

È penoso doverlo ammettere, ma se Tutti i soldi del mondo, l’ultimo film di Ridley Scott sul rapimento di Paul Getty jr, verrà ricordato nel tempo, sarà solo per la scelta di regista e produzione di eliminare Kevin Spacey dalla lavorazione finale, a riprese ultimate e a poche settimane dall’uscita ufficiale, e di sostituirlo con il veterano Christopher Plummer, costretto agli straordinari pur di riuscire nell’impresa di rifare tutte le scene in sole due settimane. Una decisione senza precedenti nella storia del cinema, tanto ipocrita e odiosa quanto, forse, inevitabile, all’indomani delle martellanti accuse di molestie sessuali che hanno travolto il grande attore di American Beauty e che avrebbero potuto mettere in pericolo il riscontro di uno dei titoli più attesi della stagione. Proviamo a guardare il lato positivo di questa imbarazzante vicenda: almeno ci è stata risparmiata la visione di Spacey ricoperto da chili di ingrato make up nella parte dell’anziano magnate del petrolio, che in prima istanza negò ai rapitori la somma per il rilascio del nipote. Anzi, c’è da dire che la presenza sulfurea di Plummer nei panni del patriarca Getty è una delle poche cose che si salva in questo thriller fanta-biografico ad alto tasso di ridicolo involontario.

“Shakespeare è un amico dal potere terapeutico”, incontro con Maximilian Nisi

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Attore di teatro, cinema e televisione, a breve nuovamente sul palco con un recital dedicato al grande drammaturgo inglese dell’Amleto e Romeo e Giulietta, abbiamo incontrato Maximilian Nisi, che ci ha spiegato la sua idea di teatro.

Il prossimo 4 febbraio sarai al teatro Arciliuto di Roma con “Shakespeare amore mio”. Ci dici qualcosa dello spettacolo?

Questa è la quinta volta volta che mi chiedono di fare il mio tributo a William Shakespeare a Roma. È un mio recital nato nel 2014 per celebrare i 450 anni dalla nascita di colui che reputo il più grande drammaturgo di tutti i tempi. È uno spettacolo che abbiamo portato a Torino, Vicenza, La Spezia, Savona e che presto debutterà anche a Milano. È una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo che lo accompagna; in verità non ne sono stupito: il grande Bardo scavalca i secoli e, sapientemente, continua a mietere vittime. Il suo verbo è immenso, necessario ed eterno, non potrebbe essere altrimenti. 

“Napoli velata”, un film di Ferzan Ozpetek, la recensione

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Napoli velata (Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Beppe Barra, Anna Bonaiuto, Luisa Ranieri, Lina Sastri, Isabella Ferrari, Maria Pia Calzone, Loredana Cannata, Antonio Grosso, Biagio Forestieri, Carmine Recano, Angela Pagano, Maria Luisa Santella

Sceneggiatura di Gianni Romoli, Valia Santella, Ferzan Ozpetek

Drammatico, 1h 53′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 28 dicembre 2017

Voto: 4 su 10

Da qualche anno a questa parte, Ferzan Ozpetek s’è perso sotto il peso delle sue stesse ambizioni. Che ne è stato del regista acuto e brillante de Le fate ignoranti e Mine vaganti? Difficile dirlo, alla luce delle sue ultime opere, asfissiate da una presunzione autoriale che ha toccato l’apice con l’indigesto Rosso Istanbul, tratto dal romanzo omonimo dello stesso Ozpetek. Nell’ultimo Napoli velata, l’accoppiata tra il cineasta italo-turco e la fiammeggiante e misterica capitale campana, sulla carta, aveva una sua indiscussa attrattiva, senza contare il richiamo garantito dal ricchissimo cast riunito per l’occasione, che vede Giovanna Mezzogiorno, nuovamente diretta dal regista a 15 anni da La finestra di fronte, affiancata dall’attore del momento Alessandro Borghi e da uno stuolo di grandi attori partenopei come Beppe Barra, Anna Bonaiuto e Lina Sastri.