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“Il mio Godard”, un film di Michel Hazanavicius, la recensione

Il mio Godard (Le Redoubtable, Francia, 2017) di Michel Hazanavicius con Louis Garrel, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Micha Lescot, Grégory Gadebois, Matteo Martari, Guido Caprino Sceneggiatura di Michel Hazanavicius, dalle autobiografie “Un anno cruciale” (ed. E/O) Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Borg McEnroe”, un film di Janus Metz Pedersen, la recensione

Borg McEnroe (id, Danimarca/Finlandia/Svezia, 2017) di Janus Metz Pedersen con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Ian Blackman, Robert Emms, Leo Borg, Markus Mossberg Sceneggiatura di Ronnie Sandahl Biografico, 1h 47′, Lucky Red, in uscita il 9 novembre Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “The Only Living Boy in New York”, un film di Marc Webb, la recensione

The Only Living Boy in New York (id, Usa, 2017) di Marc Webb con Callum Turner, Jeff Bridges, Kate Beckinsale, Pierce Brosnan, Cynthia Nixon, Kiersey Clemons, Tate Donovan, Wallace Shawn, Debi Mazar Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “I, Tonya”, un film di Craig Gillespie, la recensione

I, Tonya (id, Usa, 2017) di Craig Gillespie con Margot Robbie, Allison Janney, Sebastian Stan, Julianne Nicholson, Paul Walter Hauser, McKenna Grace, Bobby Cannavale, Caitlin Carver, Jason Davis Sceneggiatura di Steven Rogers Leggi »

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“Shining”, un film di Stanley Kubrick, la recensione

Shining (The Shining, Usa, 1980) di Stanley Kubrick con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Joe Turkel, Barry Nelson, Philip Stone, Anne Jackson, Tony Burton Sceneggiatura di Stanley Kubrick, ispirata Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Last Flag Flying”, un film di Richard Linklater, la recensione

Last Flag Flying (id, Usa, 2017) di Richard Linklater con Bryan Cranston, Steve Carell, Laurence Fishburne, Yul Vázquez, Cicely Tyson, J. Quinton Johnson Sceneggiatura di Richard Linklater e Darryl Ponicsan, dal romanzo omonimo Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Stronger”, un film di David Gordon Green, la recensione

Stronger (id, Usa, 2017) di David Gordon Green con Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Clancy Brown, Carlos Sanz Sceneggiatura di John Pollono, dal libro omonimo di Jeff Bauman e Bret Witter (ed. Leggi »

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RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Una questione privata”, un film di Paolo e Vittorio Taviani, la recensione

Una questione privata (Italia/Francia, 2017) di Paolo Taviani con Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy, Valentina Bellé, Anna Ferruzzo, Francesca Agostini, Jacopo Olmo Antinori, Josafat Vagni, Antonella Attili, Giulio Beranek, Mauro Conte, Guglielmo Favilla Leggi »

RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Hostiles”, un film di Scott Cooper, la recensione

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Hostiles (id, Usa, 2017) di Scott Cooper con Christian Bale, Rosamund Pike, Wes Studi, Ben Foster, Peter Mullan, Jesse Plemons, Stephen Lang, Timothée Chalamet, Adam Beach, Rory Cochrane, Paul Anderson, Q’Orianka Kilcher, Scott Wilson, Scott Shepherd, Bill Camp

Sceneggiatura di Scott Cooper, Donald Stewart

Western, 2h 09′, Notorious Pictures

Voto: 6½ su 10

Due sono le grandi colpe che gravano sulla storia della civiltà statunitense, una è l’oppressione schiavista del popolo afroamericano, l’altra è il genocidio dei nativi d’America. Ciclicamente, il cinema hollywoodiano è chiamato in causa per rivangare i vecchi traumi, favorire il processo di espiazione, mettere in moto la catarsi e sollevare angosciosi parallelismi con la realtà socio-politica attuale. Hostiles, diretto da Scott Cooper (Crazy Heart, Out of the fournace), rientra in questo meccanismo operativo tanto necessario quanto inevitabile: ancora una volta, è tramite l’epopea della frontiera che si tramanda la memoria degli scontri efferati tra indiani e coloni occidentali, sulla scia di capolavori del genere come I cavalieri del Nord Ovest e Sentieri selvaggi, fino ad arrivare alla svolta revisionista degli anni Settanta con Soldato blu e Piccolo grande uomo.

“La ragazza nella nebbia”, un film di Donato Carrisi, la recensione

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La ragazza nella nebbia (id, Italia/Francia/Germania, 2017) di Donato Carrisi con Toni Servillo, Alessio Boni, Michela Cescon, Galatea Ranzi, Lorenzo Richelmy, Jean Reno, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Ekaterina Buscemi, Greta Scacchi, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi

Sceneggiatura di Donato Carrisi, dal suo romanzo omonimo (ed. Longanesi)

Thriller, 2h 07′, Medusa, in uscita il 26 ottobre 2017

Voto: 2 su 10

La ragazza nella nebbia, trasposizione dell’omonimo best seller di Donato Carrisi, che ha anche scritto e diretto il film, è l’emblema di tutto ciò che di più deleterio il cinema italiano di oggi ha da offrire al suo pubblico. Ben inteso: Carrisi è uno dei nostri più apprezzati giallisti all’estero, abile artigiano di indagini a tinte fosche, che sanno come avvincere il lettore; ma la scrittura cinematografica è tutt’altra cosa rispetto alla stesura di un romanzo o alla narrazione televisiva. Questo suo film d’esordio denuncia tutti i limiti di una produzione condotta sull’onda della presunzione assoluta di poter portare a segno un thriller di spessore, senza minimamente considerare di avere a malapena i mezzi per una brutta fiction commerciale.

“Manifesto”, un film di Julian Rosefeldt, la recensione

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Manifesto (id, Germania/Australia, 2015) di Julian Rosefeldt con Cate Blanchett

Sceneggiatura di Julian Rosefeldt

Sperimentale, 1h 35′, I Wonder Pictures/Unipol Biografilm Collection, in sala dal 23 al 25 ottobre 2017

Voto: 8 su 10

Partire dai manifesti artistici del Novecento per interrogarsi sul ruolo dell’artista nella società contemporanea, per riflettere sulla loro intrinseca componente performativa e stabilire cosa è cambiato nel tempo e cosa non cambierà mai: Manifesto, del video-artista berlinese Julian Rosefeldt, nasce dapprima come installazione filmica in tredici canali differenti, già presentata in svariati musei internazionali, e approda ora in sala (un evento di soli tre giorni in Italia, con I Wonder Pictures), adeguatamente rimontata, in forma di opera cinematografica. A dare voce, di volta in volta, alle parole di personaggi come Claes Oldenburg, Yvonne Rainer, André Breton, Sturtevant e Jim Jarmush, è la camaleontica Cate Blanchett, impegnata a impersonare ben tredici ruoli in altrettanti inconsueti contesti.

“Ferdinando” di Annibale Ruccello, uno spettacolo di Nadia Baldi, la recensione

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FERDINANDO
di Annibale Ruccello

con Gea Martire (Donna Clotilde), Chiara Baffi (Gesualda), Fulvio Cauteruccio (Don Catellino), Francesco Roccasecca (Ferdinando)
regia Nadia Baldi
costumi Carlo Poggioli
scenografia Luigi Ferrigno
consulenza musicale Marco Betta
aiuto regia Rossella Pugliese
organizzazione Sabrina Codato
progetto luci Nadia Baldi
foto in videoproiezione Davide Scognamiglio
Produzione Teatro Segreto srl

In scena al Teatro Piccolo Eliseo di Roma fino al 5 novembre 2017

Voto D’Errico: 9 su 10
Voto Ozza: 9 su 10

Il teatro di Annibale Ruccello è sempre un gran regalo. Con Ferdinando, da molti considerato il suo capolavoro, non si può fare a meno di notare l’utilizzo ricchissimo e pittoresco del napoletano, in un testo che usa il problema della lingua per collocare temporalmente la vicenda in un paese del vesuviano (forse proprio quel Castellammare di Stabia che diede i natali all’autore) alla fine del regno borbonico, nel 1870. Ma se la questione storica non era nelle mire di Ruccello, tanto meno lo è nel nuovo allestimento che dell’opera ha realizzato la regista Nadia Baldi, che infatti ambienta tutta la commedia in un altrove onirico, poco caratterizzato a livello contestuale e maggiormente concentrato a portare in scena le pulsioni amorali di una certa borghesia decaduta all’indomani dell’Unità.

“Grease” di Jim Jacobs e Warren Casey, uno spettacolo di Saverio Marconi, la recensione

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GREASE
di Jim Jacobs e Warren Casey

con Guglielmo Scilla (Danny Zuko), Lucia Blanco (Sandy), Riccardo Sinisi (Kenickie), Eleonora Lombardo (Rizzo), Ilaria Amaldi (Miss Lynch), Nick Casciaro (Vince Fontaine e Teen Angel), Giorgio Camandona (Roger), Gioacchino Inzirillo (Doody), Luca De Gregorio (Sonny), Roberta Miolla (Marty), Giulia Fabbri (Franchy), Federica Vitiello (Jan), Simone Sassudelli (Tom), Giulia Maffei (Cha Cha), Luca Peluso (Eugene), Giulia Bellanzoni (Patty), Andrea Spata – Alessandro Ripamonti – Laura Fiorni – Chiara Di Loreto (studenti Rydell)
coreografie Gilian Bruce
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
supervisione musicale Marco Iacomelli
arrangiamenti e orchestrazioni Riccardo Di Paola
disegno luci Valerio Tiberi
disegno luci associato Francesco Vignati
direzione musicale Gianluca Sticotti
disegno video Virginio Levrio
disegno fonico Donato Pepe
assistente alle coreografie Ilaria Suss
traduzioni e liriche italiane Franco Travaglio e Michele Renzullo
regia Saverio Marconi
regia associata Mauro Simone

In scena al Teatro Sistina di Roma fino al 29 ottobre

Voto D’Errico: 6½ su 10
Voto Ozza: 8 su 10

È ancora voglia di Grease al Sistina, a vent’anni esatti dall’ormai storico allestimento con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, che l’inossidabile Compagnia della Rancia mise in piedi nel 1997 e che segnò la rinascita del musical americano in Italia. Sono lontani, però, i tempi in cui Danny e Sandy facevano la loro entrata in scena dagli altoparlanti di un enorme radio d’epoca al centro del palco: oggi Guglielmo Scilla e Lucia Blanco aprono lo spettacolo nell’oscurità di una sera d’estate, con due fari lunari a illuminarli, uno a levante e l’altra a ponente. Poi l’energia prende corpo e il numero iniziale si fa apprezzare. 

“It – Capitolo Uno”, un film di Andrés Muschietti, la recensione

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It – Capitolo Uno (It: Chapter One, Usa, 2017) di Andrés Muschietti con Bill Skarsgård, Chosen Jacobs, Elizabeth Saunders, Finn Wolfhard, Geoffrey Pounsett, Jack Grazer, Jackson Robert Scott, Jaeden Lieberher, Jake Sim, Jeremy Ray Taylor, Logan Thompson, Molly Atkinson, Nicholas Hamilton, Owen Teague, Pip Dwyer, Sophia Lillis, Stephen Bogaert, Steven Williams, Stuart Hughes, Wyatt Oleff

Sceneggiatura di Cary Fukunaga, Chase Palmer, Gary Dauberman dal romanzo omonimo di Stephen King 

Horror, 2h 15′, Warner Bros. Pictures Italia, in uscita il 19 ottobre 2017

Voto: 8 su 10

Ci sono voluti trent’anni per portare It al cinema, forse perché il ricordo della inutilmente bistrattata miniserie diretta da Tommy Lee Wallace nel 1990, invero tra le più belle ed epocali produzioni televisive di sempre, non ha mai ceduto all’oblio e ha contribuito, negli anni, a consacrare il pagliaccio assassino magistralmente interpretato da Tim Curry come uno dei personaggi horror più terrificanti per intere generazioni di spettatori. Alla base, come noto, c’è il capolavoro letterario di Stephen King del 1986, una summa dei temi cardine dell’autore del Maine che, in una narrazione fluviale, celebra il potere della memoria e la forza del gruppo, contro la violenza occultata dal perbenismo di una piccola cittadina di provincia; la materializzazione dell’odio che esplode a Derry è il clown danzante Pennywise che, ciclicamente, ritorna a nutrirsi delle paure dei ragazzini del luogo, seminando terrore e morte.

“Ritorno in Borgogna”, un film di Cédric Klapisch, la recensione

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Ritorno in Borgogna (Ce qui nous lie, Francia, 2017) di Cédric Klapisch con Pio Marmaï, Ana Girardot, François Civil, Jean-Marc Roulot, María Valverde, Yamée Couture, Karidja Touré, Florence Pernel, Jean-Marie Winling, Éric Caravaca

Sceneggiatura di Cédric Klapisch, Santiago Amigorena

Commedia, 1h 57′, Officine Ubu, in uscita il 19 ottorbe 2017

Voto: 6½ su 10

Reduce dalle alterne sortite dei suoi “appartamenti” in giro per il mondo, Cédric Klapisch ha abbandonato al proprio destino i coinquilini ormai cresciutelli per dedicarsi a un film di stampo autobiografico, nella sua mente già dal lontano 2010: è Ritorno in Borgogna, una commedia di tensioni famigliari che attinge i suoi sapori direttamente dalle botti dei ricordi del regista, avvicinato alle gioie del vino proprio da suo padre, un viticoltore che, periodicamente, portava lui e le sue sorelle alle degustazioni nei vigneti della Borgogna.

“La battaglia dei sessi”, un film di Jonathan Dayton e Valerie Faris, la recensione

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La battaglia dei sessi (Battle of the Sexes, Usa, 2017) di Jonathan Dayton e Valerie Faris con Emma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Alan Cumming, Elisabeth Shue, Sarah Silverman, Bill Pullman, Austin Stowell, Natalie Morales

Sceneggiatura di Simon Beaufoy

Biografico, 2h 01′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 19 ottobre 2017

Voto: 7 su 10

Non è cosa rara che il cinema americano tenti di raccontare i cambiamenti socio-culturali della storia recente attraverso lo sport, forse l’unico vero aggregatore di massa dei nostri tempi: dal lontano Lassù qualcuno mi ama, con il giovane Paul Newman nei guantoni del pugile Rocky Graziano, fino a Invictus di Clint Eastwood e al più recente Race – Il colore della vittoria (ma gli esempi sarrebbero innumerevoli), il genere agonistico ha quasi sempre combaciato con il racconto di una vicenda biografica capace di veicolare un importante messaggio sociale, all’interno di un contesto storico di profondi mutamenti; all’abilità di scrittura e regia, poi, si demandava il compito di ammantare il tutto con la giusta dose di epica, tanto da rendere partecipe alle gesta degli atleti in campo anche lo spettatore più pigro.

“Una donna fantastica”, un film di Sebastián Lelio, la recensione

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Una donna fantastica (Una mujer fantastica, Cile/Usa/Germania/Spagna, 2017) di Sebastián Lelio con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Kuppenheim, Nicolas Saavedra, Amparo Noguera, Alejandro Goic, Antonia Zegers

Sceneggiatura di Sebastián Lelio, Gonzalo Maza

Drammatico, 1h 44′, Lucky Red, in uscita il 19 ottobre 2017

Voto: 6 su 10

Il regista cileno Sebastián Lelio sembra non poter fare a meno di raccontare il bisogno di voce della donna di oggi. La sua è un urgenza che, mai come in questi giorni di scandalo, trova un favore necessario e una spinta a non mollare mai la presa. Nel 2013 ci raccontò, pur senza convincere, le scorribande sentimentali della non più giovane Gloria, nell’omonimo film che fruttò alla sua superba protagonista Paulina Garcia l’Orso d’Oro al Festival di Berlino; ora, con Una donna fantastica, è la volta di un altro personaggio difficile da dimenticare, la cui vicenda personale dovrebbe far riflettere sullo stato dell’accettazione di un’identità che va oltre il genere nella società contemporanea.

“Loving Vincent”, un film di Dorota Kobiela e Hugh Welchman, la recensione

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Loving Vincent (id, GB/Polonia, 2016) di Dorota Kobiela e Hugh Welchman con Douglas Booth, Saoirse Ronan, Jerome Flynn, Robert Gulaczyk, Helen McCrory, Chris O’Dowd, John Sessions, Eleanor Tomlinson, Aidan Turner

Sceneggiatura di Dorota Kobiela, Hugh Welchman, Jacek von Dehnel

Animazione, 1h 35′, Nexo Digital/Adler Entertainment, solo il 16-17-18 ottobre 2017

Voto: 7½ su 10

L’infelice vita di Vincent van Gogh non è certo materia nuova per il cinema, in molti hanno portato il suo tormento sul grande schermo e, tra tutti, resta ancora oggi memorabile il fiammeggiante tributo che, nel 1956, gli dedicò Vincente Minnelli nel film Lust for Life (in Italia Brama di vivere), dove il pittore olandese era interpretato, in uno straordinario lavoro di mimesi recitativa, dal grande Kirk Douglas. Tanto geniale quanto incompreso, affetto da terribili turbe mentali e oppresso dal senso di colpa verso il fratello Theo che lo manteneva in cura, la breve esistenza di van Gogh terminò il 29 luglio del 1890 a 37 anni, in circostanze mai del tutto chiarite, a seguito di una ferita d’arma da fuoco al ventre, non si sa se autoinflitta.