“NO”, eccelso connubio di forma e contenuto

questa

NO – I GIORNI DELL’ARCOBALENO” (“NO”, Cile,Francia,Usa 2012) di Pablo Larraìn, con Gael Garcìa Bernal, Alfredo Castro, Antonia Zegerz, Luis Gnecco, Marcial Tagle

Sceneggiatura: Pedro Peirano

Drammatico/Storico, BoleroFilm distribuzione, in uscita nelle sale il 9 maggio 2013

Voto: 8½ su 10

Il formato di questo splendido film non poteva essere altri che il 4:3. E così la sua definizione, quella del videotape analogico. Nei primi minuti di visione si ha l’impressione di trovarsi di fronte all’ennesimo filmetto che “omaggia” il manifesto Dogma o, peggio, a un trito e ritrito mockumentary. Nell’epoca della perfezione digitale, l’essere catapultati indietro in quella risoluzione a linee interallacciate (che sul grande schermo denuncia davvero tutti i suoi limiti) infastidisce non poco. Fin quando però non si inizia a intuire il machiavellico gioco architettato dal regista Pablo Larraìn particolarmente creativo e coraggioso nell’adottare questa obsoleta tecnologia per narrare una storia che per protagonista ha, in effetti, la televisione e il suo potere mediatico legato alla pubblicità, vera arte oratoria dellano-i-giorni-dellarcobaleno-poster persuasione. Con una ironia e una sagacia che ricorda molto quella di “Quinto Potere” di Lumet, Larraìn ci racconta, con dovizia di particolari significativi e importanti, le elezioni in Cile del 1988, che decretarono la fine della dittatura di Augusto Pinochet. Protagonista è il pubblicitario René Saavedra (interpretato dal bravo e bello Gael Garcia Bernal) incaricato di creare lo spot pubblicitario a favore del “NO” (il titolo appunto) alla dittatura, per invogliare le masse a ribellarsi con decisione e fermezza all’oppressore. Saavedra, per confezionare il suo filmato, sceglierà la via della leggerezza e dell’ironia, rifiutandosi a priori di usare immagini dal facile pietismo, dalla violenza gratuita e dal tono gratuitamente polemico: tutto quello che in realtà fa la tv di oggi. Oscillando fra commedia, dramma storico e spy story, questo film è davvero un gioiellino che vi consigliamo di vedere in sala, magari in lingua originale (gli attori sono davvero tutti bravi e sentirlo recitato in spagnolo, assieme alle immagini di repertorio autentiche dei tg del tempo e all’ottima ricostruzione scenografica, aumenta notevolmente il senso di immedesimazione). “No” è stato candidato agli Oscar 2013 come “Miglior film straniero” ed è stato ospitato in molti importanti festival di tutto il mondo: in Italia arriva a fine stagione, si spera non passi inosservato.

Andrea Ozza

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