“Nessuno sa di noi” il coraggioso romanzo sul tema dell’aborto terapeutico

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NESSUNO SA DI NOI
di Simona Sparaco
Giunti Editore
252 pagine
Finalista al Premio Strega 2013

Voto 7½ su 10

Ora sono pronta. Sono pronta alla vita.
Non l’attendo più tra le lenzuola , a testa in giù, con i piedi issati sulla spalliera del letto.
Non la pretendo come se fosse un diritto.
La vivo, semplicemente.

Il buon libro di Simona Sparaco “Nessuno sa di noi” potremo definirlo un vero e proprio horror dei sentimenti. In 252 pagine veniamo infatti catapultati nell’intimo pensiero di una donna che si trova di fronte a un divario atroce: al ventinovesimo mese di gravidanza, un’ecografia rivela che il nascituro Lorenzo sarà affetto da Displasia Scheletrica. Nessun altro indizio. I medici non sanno pronunciarsi se il feto riuscirà a vivere, per quanto tempo e che tipo di vita potrà fare: i pronostici vanno dalla morte immediata alle possibilità di handicap gravi che coinvolgono capacità motorie e intellettive. Luce, il nome della protagonista, che da anni desiderava un bambino con il suo compagno Pietro, vede sfumare internamente, dal suo grembo, un sogno nel quale riversava gioia, speranza amore. Sparaco affronta il tema dell’aborto terapeutico (o aborto eugenetico) focalizzando la sua penna sul mare di pensieri intrisi di grande sensibilità della sua protagonista: veniamo invitati ad ascoltare il suo tormentato monologo interiore, che la porterà ad affrontare un’avventura di morte, per poi vederla rinascere con una nuova consapevolezza, che arricchirà anche il lettore e lo aggiornerà, contestualmente, sulle leggi in vigore qui da noi in Italia. Leggi che mettono l’ideologia al primo posto, vietando l’aborto dopo la ventitreesima settimana, incuranti della volontà della madre (Luce dovrà recarsi in Inghilterra per abortire, nel Paese dove questa decisione è lasciata prendere ai genitori). Libro impegnativo, forse a tratti un po’ prolisso, ma di buon livello.

Andrea Ozza

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