“Mune – Il guardiano della luna”, l’immagine vince sul racconto

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Mune – Il guardiano della luna (Mune, le gardien de la lune, Francia, 2015) di Alexandre Heboyan e Benoit Philippon

Sceneggiatura di Benoit Philippon

Animazione, 1h 35′, Notorious Pictures, in uscita il 5 febbraio 2015

Voto: 6 su 10

Arriva al cinema in anteprima mondiale Mune – Il guardiano della luna di Alexandre Heboyan e Benoit Philippon. Un intreccio narrativo senza troppe pretese, come se ne sono visti tanti nella storia del cinema d’animazione. Luna e sole sono trascinati lungo tutto il pianeta, nell’alternanza di notte e giorno, da due “templi” di proporzioni mastodontiche e fattezze animalesche. I guardiani del sole e della luna sono ormai anziani e lasciano il posto a Sohone, destinato da sempre a diventare il guardiano del sole, e a Mune, eletto per puro caso grazie ad un antico rito mitologico. Il giovane fauno – che si occupa insieme alla sue specie di illuminare la foresta di notte – non si sente però all’altezza della situazione, e in brevissimo tempo combina un guaio, facendosi scappare la luna. Questo permette al guardiano delle tenebre di rubare il sole. A Mune e Sohone non resta che allearsi per ristabilire l’equilibrio delle cose. Con loro in questa avventura c’è Glim vivace e radiosa creatura di cera, in pericolo sia al caldo che al freddo.

L’avventura di Mune – Il guardiano della luna ci riporta al cinema d’animazione più classico. L’immagine visiva vince di gran lunga su quella narrativa. Veniamo catapultati in un mondo fatto di colori e poesia, in cui gli unici supereroi sono le mitologiche forze della natura. Riscopriamo un po’ di sano fascino nei paesaggi, nella luna come nelle stelle; affrontiamo magnifici viaggi nel sottosuolo scovando malvagi che poi, in fondo, tanto malvagi non sono, riscoprendo forse la materia di cui sono fatti i sogni. Un mondo, quello animato da Heboyan e Philippon che ricorda per certi versi i film di Miyazaki, il cui stupore e meraviglia fanno da padrone.

Angela Di Giacomantonio

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