“Mud”, Nichols e il ricordo di un’estate che aiuta a crescere

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Mud (id, Usa, 2012) di Jeff Nichols con Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Reese Witherspoon, Michael Shannon, Sarah Paulson, Sam Shepard, Jacob Lofland, Joe Don Baker, Ray McKinnon, Paul Sparks, Bonnie Sturdivant

Sceneggiatura di Jeff Nichols

Drammatico, 2h 12′, Movies Inspired, in uscita il 28 agosto 2014

Voto: 7 su 10

In concorso a Cannes, nell’anno di Amour di Michael Haneke e Reality di Matteo Garrone, Mud fu tra i titoli più inosservati. Troppo tradizionale e rassicurante per una kermesse abituata a ben altra audacia. Arriva solo ora in sala, a oltre due anni di distanza da quella presentazione, sulla scorta del meritato successo di Matthew McConaughey, premio Oscar per Dallas Buyers Club e protagonista della serie tv cult True Detective, e grazie all’oculata distribuzione targata Movies Inspired. 

MudRacconto di formazione come da più classica delle impostazioni cinematografiche americane, il film racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di Ellis (Sheridan), un ragazzino dell’Arkansas che, insieme all’amico Neckbone (Lofland), scopre in una vicina isola lungo il Mississippi una barca rimasta incagliata tra i rami di un grosso albero. Dentro ha trovato rifugio Mud (McConaughey), un ricercato che, col loro aiuto, vorrebbe rimettere in acqua la barca e fuggire insieme all’amata Juniper (Witherspoon). Ellis si affeziona all’uomo e ne prende a cuore il progetto, nonostante una banda di sicari lo voglia morto.

Jeff Nichols è un grande narratore, ma la sua attesa opera terza perde in confronto alla straordinaria potenza del precedente Take Shelter. Come in quel caso, si ripete in Mud un cinema di padri e figli destinati a perdersi e a ritrovarsi per vie traverse. In questo caso la scrittura, abilissima nell’intrecciare la visione del mondo in divenire di Ellis con la disillusione di Mud, non riserva particolari sorprese, assestandosi su una sicura medietà che, forse, scontenterà chi aveva amato il precedente lavoro del regista. Il ricordo di un’estate del piccolo protagonista si traduce in un bel film, che guarda alle pellicole classiche di Kazan e allo spirito avventuroso di Stand By Me, ma che non riesce a imporsi come ci si sarebbe aspettati in un filone già piuttosto affollato. Bravissimi, comunque, il giovane Tye Sheridan e il carismatico McConaughey, circondati da un cast di supporto in cui nessuno è fuori posto. Potrebbero definirlo cinema young adult, e non sarebbe un male.

Giuseppe D’Errico

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