“Morte di un commesso viaggiatore”: una regia mozzafiato

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MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
di Arthur Miller
traduzione di Masolino d’Amico
regia di Elio De Capitani
scene e costumi Carlo Sala
con Elio De Capitani [Willy Loman], Cristina Crippa [Linda Loman], Angelo Di Genio [Biff Loman], Marco Bonadei [Happy Loman], Federico Vanni [Charley] (fino al 20 gennaio), Massimo Brizi [Charley] (dal 21 gennaio), Andrea Germani [Bernard], Gabriele Calindri [Ben], Alice Redini [La Donna/Letta], Vincenzo Zampa [Howard Wagner/Stanley], Marta Pizzigallo [Miss Forsythe/Jenny]
luci di Michele Ceglia
suono di Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di Fondazione Cariplo
In scena al Teatro dell’Elfo di Milano fino al 2 febbrario 2014

Voto: 10 su 10

Che il dramma di Arthur Miller fosse tremendamente attuale lo abbiamo già letto e sentito più volte: Morte di un commesso viaggiatore è un testo scritto nel 1949, che affronta i temi del conflitto familiare, della critica al “sogno americano” e della responsabilità morale dell’individuo.
Quello che sconvolge e colpisce di questo allestimento è la straordinaria capacità della regia di fagocitare lo spettatore nel dramma, per farglielo vivere in prima persona. Un De Capitani magistrale che, oltre ad interpretare il suo ruolo con maestria e grande convinzione, dirige il tutto attribuendo allo spettacolo un’impronta unica che lo fa sembrare quasi un film. Eccezionale la resa dei flashback e delle allucinazioni, colonne portanti del dramma. Il risultato è un prodotto fluido, coinvolgente, accattivante, mai noioso nonostante i suoi 175 minuti.

Gli attori sono straordinari: un cast perfettamente equilibrato e in sintonia, una recitazione fluida e naturale, una grande capacità di reggere la scena senza smettere mai di convincere. Il monologo del figlio Biff (Angelo di Genio), che si sfoga con il padre e gli vomita addosso tutte le sue frustrazioni, è una grandissima prova attoriale, che riesce a togliere il respiro alla sala, tanto da chiamarsi un grande applauso a scena aperta.Morte di un commesso viaggiatore  2

Completano questo quadro perfetto le scenografie funzionali, pulite e mai invadenti, che fanno da sfondo a una vicenda che difficilmente dimenticheremo.

Assolutamente consigliato, Morte di un commesso viaggiatore è la conferma che il buon teatro esiste, se dato in mano a un Maestro in grado di portarlo in scena.

Marianna D’Ambra

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