“Il mondo fino in fondo”, sincerità e pudore in un debutto promettente

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Il mondo fino in fondo (Italia, 2013) di Alessandro Lunardelli con Filippo Scicchitano, Luca Marinelli, Camilla Filippi, Barbora Bobulova, Manuela Martelli, Alfredo Castro, Cesare Serra

Sceneggiatura di Alessandro Lunardelli, Vanessa Picciarelli

Drammatico, 1h 35′, Microcinema, in uscita il 30 aprile 2014

Voto: 6½ su 10

Un esordio promettente, quello del regista genovese Alessandro Lunardelli, di provenienza pubblicitaria e con un bel bagaglio di ambizioni visive da sfruttare, Il mondo fino in fondo è stato già presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Roma, per la sezione Alice nella città. Due mondi agli antipodi, umanamente e geograficamente, in un viaggio oltre i confini, alla ricerca di sé stessi.

1396351093In un paesino del Nord Italia, due fratelli molto diversi tra loro lavorano nell’azienda di famiglia: Loris (Marinelli), il maggiore, ha una vita già avviata e aspetta il suo primo figlio dalla moglie (Filippi), mentre Davide (Scicchitano) è un diciottenne che vive segretamente e con molte titubanze la propria omosessualità. L’occasione di un viaggio a Barcellona per andare a vedere una partita dell’Inter, squadra di cui Loris è tifoso sfegatato, spingerà Davide a fuggire insieme a Andy (Serra), un ragazzo cileno ed ecologista, alla volta di Santiago. Il legame fra i due si rivelerà inesistente, ma forse servirà a Loris per capire meglio il disagio del fratello, di cui ha perso le tracce…

Sulla base di un road movie esistenziale francamente già visto troppe volte, Lunardelli costruisce un film inedito per temi e location. La struttura narrativa non brilla certo per coesione (troppi spunti e troppo poco spazio per esporli e valorizzarli tutti), ma ha un pregio che è il più grande assente del cinema italiano odierno: la sincerità d’intenti. Il film alterna con eleganza momenti da commedia ad altri di intima delicatezza, tratteggiando un rapporto di fratellanza credibile, prevedibile ma non banale. E se la componente ambientalista appare confusa, la figura del ragazzo gay, soffocato dal provincialismo famigliare e incapace di vivere serenamente la propria vita, è raccontata con inusuale pudore. Lo interpreta magnificamente Filippo Scicchitano, il miglior nostro giovane attore del momento, sottratto alla sua naturale vitalità e alle prese con un ruolo fatto di silenzi e sguardi eloquenti; lo affianca un altrettanto ottimo Luca Marinelli dall’inaspettata vena brillante. In barba a un cinema italiano afflitto dalle “due camere e cucina”, il regista ci regala anche alcune spettacolari sequenze del ghiacciaio di San Rafael in Patagonia: un debutto che fa ben sperare.

Giuseppe D’Errico

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