“Molto Rumore per nulla”, risate e riflessioni in salsa salentina

Spettacolo teatrale "Molto rumore per nulla"

MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare

Produzione Politeama Srl
Regia di Loredana Scaramella
Traduzione e adattamento di Loredana Scaramella e Mauro Santopietro
Costumi di Susanna Proietti
Musiche Stefano Fresi

Al Globe Theatre di Villa Borghese a Roma dal 5 al 30 agosto

Voto: 8 su 10

Molto rumore per nulla è, tra le opere di William Shakespeare, una delle più care al pubblico, in quanto racconta, con squisita maestria stilistica, lo scontro tra il mondo maschile e quello femminile, offrendo allo spettatore una favola che unisce pura comicità a momenti di forte riflessione su temi universali: l’amore e la paura nell’affrontare i propri sentimenti, l’orgoglio che diventa al contempo muro di difesa e prigione, l’invidia che divora il cuore e vive dell’infelicità altrui, l’onore che difende le virtù ma che è ceco alla vera comprensione e compassione.

Questi i temi che ad agosto risuoneranno al Silvano Toti Globe Theatre, nel cuore di Villa Borghese a Roma, grazie al riallestimento di questa tragicommedia, curato da Loredana Scaramella, che firma sia la regia che l’adattamento.

La storia, che l’autore volle ambientata a Messina, viene qui riadattata e spostata in un Salento ideale. Le musiche e i ritmi delle danze popolari locali diventano tappeto e sottofondo dell’intera vicenda. Ogni scena si tinge di suoni propri, acquistando una quarta dimensione comunicativa oltre alla parola, al movimento e alla scena. Le musiche (del sorprendente Stefano Fresi, già attore per il cinema e il teatro) inoltre sono eseguite interamente dal vivo da Miche di Paolo, Luca Mereu e Antonio Pappaddà, e tutto questo da ampio slancio alla narrazione che risulta veloce e spedita, pur con i suoi momenti migliorabili.

Ottimo cast. Tra loro spiccano per bravura i due protagonisti Mauro Santopietro (nei panni di Benedetto) e Barbara Moselli (nei panni di Beatrice): che coppia! La Moselli colpisce per la misurata comicità di cui è capace. Al loro “gioco di fioretto” linguistico si contrappongono i romantici amoreggiamenti di Claudio (il bravo Fausto Cabra) e Ero (Mimosa Campironi). Imperioso il Don Pedro di Federico Ceci, e paterno e sereno il Leonato di Daniele Griggio. Il cattivo Don Juan di Matteo Milani è credibile e intenso. Per ultimo, ma non per bravura, Carlo Ragone che ha saputo costruire perfettamente 2 personaggi completamente diversi: il musico Baldassare e il bislacco Corniolo (ufficiale di guardia). Avevamo già apprezzato il suo Oberon (in Sogno di una notte di mezza estate) ma qui può e mette in campo tutta la sua poliedricità: canta, balla e recita intensamente, bravo.

Nonostante la durata dello spettacolo (quasi 3 ore) tutto il cast non si nega per una pizzica finale collettiva che va chiudere con sorrisi e danze una serata climaticamente calda ma spettacolarmente piacevolissima.

Emanuele Tibelli

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