“Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali”, un film di Tim Burton, la recensione

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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children, Usa, 2016) di Tim Burton con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Chris O’Dowd, Judi Dench, Rupert Everett, Terence Stamp, Allison Janney, Ella Purnell

Sceneggiatura di Jane Goldman dal romanzo “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine” di Ransom Riggs (ed. Rizzoli)

Fantasy, 20th Century Fox Italia, 2h 07’, in uscita il 15 dicembre 2016

Voto: 6 su 10

Vorremmo tanto sbilanciarci nel parlare del nuovo film di Tim Burton, e dire che il grande regista di Beetlejuice e Edward mani di forbice è tornato ai suoi massimi livelli, dopo un ultimo periodo in cui il suo estro artistico sembrava essersi pericolosamente appannato. Purtroppo però, anche Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali risponde ad uno stanco manierismo diluito negli schemi commerciali dettati dagli studios hollywoodiani. Eppure, in nuce, è possibile ancora scrutare l’autore che si diverte a giocare insieme ai suoi piccoli freak.

miss-peregrineIl film è tratto dal primo romanzo della saga di Ransom Riggs, nulla di eclatante ma pur sempre materiale idoneo a rimpinguare i bisogni di produzioni sempre affamate di franchise per ragazzi, ed è sceneggiato dall’esperta Jane Goldman, che aveva già al suo attivo un opera sui generis come Kick-Ass e uno degli ultimi e meno felici capitoli cinematografici degli X-Men. Anche i bambini di Miss Peregrine (Eva Green) sono dei reietti sfuggiti a una società che vuole farne dei fenomeni da baraccone: sulle loro tracce ci sono un manipolo di terribili creature, capitanate dal perfido signor Barron (Jackson), che si nutre dei loro bulbi oculari. Solo con l’aiuto dell’adolescente Jacob (Butterfield), i ragazzi capiranno come valorizzare le proprie straordinarie capacità…

Nonostante qualche buon momento nella prima parte, con il Burton memore della lezione indimenticabile di Ray Harryhausen, il film resta lungo e noioso, con una trama che raggiunge livelli di complessità (e confusione) inaudita per il pubblico imberbe, tra clamorosi salti spazio-tempo e verbosissimi spiegoni  per tirare le fila della narrazione, che comunque resta aperta a possibili seguiti. La vena dark del regista viene fuori nel tratteggio psicologico dei piccoli ospiti di Miss Peregrine, interpretata da una Eva Green non proprio a suo agio, mentre si fatica a ravvisare elementi di autorialità in quel che rimane. In ogni caso, sempre meglio dei deliri in computer graphic di Alice in Wonderland, ma il Burton migliore è, ancora una volta, un nostalgico ricordo.

Giuseppe D’Errico

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