Mille e una notte di confusione

copertina

Le mille e una notte – Aladino e Sherazade di Marco Pontecorvo con Vanessa Hessler, Marco Bocci, Paz Vega, Massimo Lopez. Prodotto da VideLux.

In onda il 26 e 27 novembre

Voto 5 su 10 

Sherazade viene catturata e imprigionata da un perfido principe che vuole ucciderla per essersi introdotta nel suo castello. Lei lo persuade ad ascoltare la sua storia e ucciderla quando sarà terminata e il principe Aladino accetta. E’ così che si verrà a scoprire che il protagonista delle storie della misteriosa narratrice si chiama anche lui Aladino ed è il figlio di un calzolaio che un giorno si ritrova a salvare la principessa Sherazade ed a spacciarsi per un principe a sua volta per catturare l’attenzione dell’amata. Scoperto l’inganno lei lo allontana e Aladino disperato parte. Quella stessa notte la famiglia della principessa viene uccisa dalla sua matrigna e dall’amante di lei (sì, avete letto di una matrigna che uccide il padre della principessa, se vi viene in mente Biancaneve sappiate che è solo l’inizio). Sfuggita miracolosamente Sherazade incontra Jasmin, una schiava a servizio di Omar, un predone alla testa di un gruppo di ladri. La principessa si unisce al gruppo di briganti e accetta di andare con Omar su una montagna incantata per rubare un enorme smeraldo. L’impresa riuscirà fino ad un certo punto perché per salvare Jasmin il brigante rinuncerà alla pietra. Sherazade ormai cosciente del potere dell’amore decide di tornare a Baghdad per trovare Aladino e confessargli i suoi veri sentimenti. Troverà invece la sua famiglia, che la accoglierà come una figlia capendo che lei è la donna amata dal loro caro primogenito, e come lo capiranno? Perché Sherazade porta con se un paio di scarpe confezionate apposta per lei dal suo amato (Cosa c’entra Cenerentola con le Mille e una notte?).
Intanto Aladino, è stato catturato e rivenduto come schiavo ad una donna bellissima che tutto fa meno che trattarlo come il suo servo, al contrario cerca di sedurlo e quasi lui cade nella trappola, salvo poi ricordarsi il suo amore per la principessa. Offesa allora la donna si rivela come Namuna, una perfida strega. Il nostro eroe usando uno specchio riesce a rifletterle contro il suo potere (ogni riferimento a Medusa è sicuramente casuale) riuscendo così a salvare sé stesso e anche il genio che era stato trasformato in pappagallo dalla perfida strega. Per dimostrare la sua riconoscenza il genio gli svela dov’è nascosta la lampada in grado di realizzare qualunque desiderio. Aladino parte per cercarla, desideroso di chiedere che venga trasformato in un principe per essere all’altezza della sua amata, solo che quando la trova non la usa per sé stesso, ma per aiutare la gente del paesino lì vicino, convinto che l’amata l’avrebbe accettato comunque anche senza ricchezze. Parte dunque per Baghdad dove i due finalmente si ritrovano e decidono di rovesciare il regno di Alyssa e Jafar, gli usurpatori. Ovviamente ci riescono e i due si sposano, ma non è ancora il momento di vivere felici e contenti, perché Namuna appare e lancia un sortilegio su Aladino che dimentica la sua sposa e viene portato via. Sherazade a quel punto passerà anni a cercare il suo principe e lo ritroverà solo per essere da lui uccisa. Ed eccolo finalmente il lieto fine che aspettavamo: Aladino ancora non ricorda nulla della sua storia, ma si è comunque innamorato nuovamente della principessa, la risparmia e vissero felici e contenti. O forse no? Perché nell’ultima scena Namuna li guarda nella sua sfera di cristallo minacciando ulteriori tribolazioni. Perchè in qualche modo dovevano far capire che potrebbe esserci un sequel in cantiere.

La nuova tendenza nella serialità è favola. Sarà forse la crisi o l’imminente fine del mondo (secondo i maya fra tre settimane più o meno) che fa desiderare alla gente eroi, principi e principesse avventurose. E così si va in spolvero delle vecchie fiabe a cui si aggiunge un tocco di novità. Ne sono dimostrazione le Biancaneve di Tarsem e Saunders o la fortunatissima serie ABC “Once upon a time” trasmessa in Italia prima su Rai2 e poi su Rai4 col titolo “C’era una volta”.
Per saziare questo desiderio di fantasia la LuxVide per Rai Fiction ha realizzato “Le mille e una notte – Aladino e Sherazade” storia, come lascia intendere il titolo, ispirata alla tradizione favolistica orientale.
Il regista Marco Pontecorvo ha ammesso di essersi ispirato per questa miniserie a quelle americane, specialmente per gli effetti speciali, che raramente sono presenti nelle fiction italiane per problemi di Budget. Secondo lui il risultato è stato soddisfacente, secondo noi siamo ancora ad un livello nemmeno lontanamente paragonabile a quello delle serie americane o inglesi.
Tuttavia la pecca più grande è quella della scelta del cast. Tralasciando le doti attoriali di Vanessa Hessler e il fatto che sia ormai un volto fisso ed amato della fiction Rai era proprio indispensabile mettere lei nel ruolo di una principessa araba? Non bastano i capelli tinti ad annientare i lineamenti tipicamente nordici e tanto meno le lenti a contatto marroni, di cui una per altro spesso sembrava scomparire facendo apparire Sherazade come affetta da eterocromia. Riesce difficile pensare che non ci fosse un’altra attrice più adatta esteticamente a ricoprire quel ruolo o che più semplicemente non si potesse insistere con il trucco per far apparire la Hessler più esotica.
Al contrario Marco Bocci poteva, eventualmente, passare credibilmente per mediorientale e tuttavia i costumisti sembrano essersi impegnati per farlo apparire più come il Conte di Montecristo. Forse è sfuggito di mente alla produzione che “Le mille è una notte” è stato scritto nell’anno 1000 circa, e che ha un’ambientazione possibilmente medievale. La cosa spiegherebbe anche le vesti fin troppo succinte indossate da Paz Vega nei panni di Namuna. Fa sorridere il pensiero che nel 2012 le donne nei paesi arabi vadano in giro con veli e burqua mentre nel Medioevo, secondo la produzione, se ne andassero in giro mezze nude.
Anche i Parrucchieri hanno avuto sicuramente il loro bel da fare per costruire le impalcature nei capelli della principessa di Bagdhad, peccato che simili acconciature fossero più adatte a Turandot o Cho Cho San. Fra l’altro sembra proprio che ci fosse un po’ di confusione circa l’ambientazione storico-geografica della storia, visto che ogni tanto saltavano fuori dei sari indiani di dubbia comprensibilità.
Il tutto sembra essere stato fatto con il solito principio della fiction italiana alla “volemose bene”, incurante dei dettagli e che sottovaluta il pubblico davanti alla tv. Se è vero che il pubblico over55 guarda i programmi televisivi unicamente per svago e compagnia e quindi è più incline a perdonare certi svarioni, quello compreso tra i 14 e i 40 anni è estremamente esigente e con prodotti così poco curati non si fa altro che allontanarli piuttosto che catturarli.
Sinceramente? Lasciamo perdere il due e proviamo a ripartire da capo, con qualcosa che sia davvero da favola.

Maddalena Mannino

One Response to Mille e una notte di confusione

  1. carlo scrive:

    Ti ho conosciuta di persona e sono contento di questa bellissima avventura che hai iniziato. Il tuo pezzo è davvero interessante ed hai riassunto perfettamente lo stato della tv italiana.
    Continua così e aspetto di leggere un altro tuo post come quello dei tuoi colleghi.
    Un amico ed aspirante giornalista.

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