“Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio”, doc-shock e la chiesa trema

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Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio (Mea Maxima Culpa – Silence in the House of God, Usa, 2012) di Alex Gibney con le voci di Ethan Hawke, Jamey Sheridan, Chris Cooper, John Slattery, Alex Gibney

Documentario-denuncia, 1h 50’, Feltrinelli Real Cinema, in uscita il 20 marzo 2013

Voto: 8 su 10

L’omertà non è solo una pratica mafiosa: è un urlo soffocato, un silenzio che divora, è una lama tagliente nei corridoi del potere. Il film del documentarista premio Oscar Alex Gibney va oltre la trincea di negazioni dell’istituzione ecclesiastica cattolica, per portare alla luce alcuni dei più vergognosi misfatti in ambito di abusi sessuali degli ultimi anni, taciuti per preservare l’intoccabile facciata di perfezione della Chiesa.

Mea_Maxima_Culpa_-_Silence_in_the_House_of_God_posterNegli anni Cinquanta (e negli anni a seguire), a Milwaukee, nel Wisconsin, un prete carismatico, Padre Lawrence Murphy, molestò ripetutamente e sistematicamente più di duecento bambini sordi in una scuola da lui controllata, l’Istituto St. John per non udenti; l’inchiesta condotta da Gibney denuncia la chiusura della chiesa cattolica e la congiura del silenzio delle vittime di abusi in tutto il mondo.

Attraverso i racconti singoli di quattro coraggiosi uomini sordomuti, Terry Kohut, Gary Smith, Arthur Budzinski e Bob Bolger, che hanno trovato la forza di denunciare gli abusi subiti da Murphy per proteggere altri bambini indifesi da tragedie simili, l’inchiesta arriva ad individuare le responsabilità finali nel Vaticano, nella Curia Romana, fino allo stesso Joseph Ratzinger, ora Papa Emerito, che, nel 2001, a capo della Congregazione della Dottrina della Fede (quella che un tempo si chiamava “Inquisizione”), visionò ogni caso di abuso sessuale di preti su minori, facendo di sé la persona più informata sui fatti al mondo.

Lungi dall’essere un fazioso j’accuse contro la chiesa cattolica, il film analizza pro e contro, responsabilità e impotenze, pressioni e voleri di ogni singolo personaggio preso in esame: emergono figure mostruose, come quella del cardinale Marcial Maciel Degolado (fondatore dei Legionari di Cristo), potente organizzatore di raccolte fondi e criminale sessuale della peggior stirpe, e personalità complesse, come quella dell’Arcivescovo di Milwaukee Rembert Weakland, che negli anni Novanta provò a rivolgersi al Vaticano per il caso Murphy, salvo poi ritirarsi dalla carica dopo che una sua storia sentimentale di tipo omosessuale venne allo scoperto.

Alex Gibney Sconvolgente e spaventoso, Mea Maxima Culpa scaglia la sua invettiva contro un’istituzione logora di privilegi e drammaticamente contraddittoria, separando sempre la fede cattolica dai crimini e ponendo l’accento sul ruolo della società civile, chiamata a reagire con forza contro i misteri insolvibili celati dietro le mura vaticane.

E rompe un silenzio assordante, quello delle vittime che, dopo decenni di lotta, possono finalmente dar voce (e gesti) al proprio dolore.

Prodotto con il sostegno della Hbo, gia presentato al Toronto Film Festival del 2012. Da non perdere.

Giuseppe D’Errico

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