“Maze Runner – Il labirinto”, la saga al cinema vince ancora

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Maze Runner – Il labirinto (The Maze Runner, Usa, 2014) di Wes Ball con Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Thomas Sangster, Will Poulter, Patricia Clarkson, Aml Ameen, Ki Hong Lee, Blake Cooper

Sceneggiatura di Noah Oppenheim, Grant Pierce Myers, T.S. Nowlin, dal romanzo “Il labirinto” di James Dashner (ed. Fanucci), primo libro della trilogia “The Maze Runner”

Fantasy, 1h 53′, 20th Century Fox Italy, in uscita l’8 ottobre 2014

Voto: 6 su 10

L’ennesimo adattamento cinematografico di un romanzo young adult ambientato in un futuro distopico e con protagonisti coraggiosi adolescenti in lotta contro un potere oscuro che ne minaccia il futuro: il canovaccio è sempre lo stesso ma Maze Runner, trilogia letteraria di James Dashner di cui Il labirinto è il primo capitolo, riesce a tener desta l’attenzione per tutte le quasi due ore di durata.

MAZE_RUNNER_poster_CampB_70x100Veniamo introdotti alla storia dal giovane Thomas (O’Brien), un ragazzo che si sveglia in un ascensore e si ritrova a riemergere nella Radura, un quadrato di vegetazione circondato dalle mura di un immenso labirinto. Prima di lui, altri sessanta adolescenti, tutti maschi, hanno fondato una comunità democratica che vieta a chiunque di tentare di valicare quel perimetro: fuori nessuno mai è sopravvissuto agli attacchi dei pericolosi Dolenti, ibrido tra un gigantesco rettile e una macchina. Ma Thomas vuole scoprire chi c’è dietro a questa forzata reclusione…

Il livello di derivazione parte dal classico letterario Il signore delle mosche di William Golding, e passa per il serial televisivo Lost, fino a raggiungere l’agonismo violento della saga di Hunger Games. Tutti elementi facilmente riconoscibili ma anche abilmente rielaborati in sede di sceneggiatura: l’avventura oltre i confini della conoscenza permette alcune riflessioni non banali, sebbene spesso si rimanga invischiati in caratterizzazioni stereotipate e in puerili giochi linguistici. Lo spettacolo però è notevole, l’esordiente Wes Ball in regia sa orchestrare al meglio spaventi ed effetti speciali, tanto da raggiungere vette di intensità inaspettate in simili operazioni (e incorrendo in un esagerato divieto di visione ai minori di 14 anni). Ovviamente siamo solo al primo livello della vicenda, il sequel è già in cantiere.

Giuseppe D’Errico

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