“Matilda 6 mitica”, un saggio di fine anno che fa ben sperare

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La Caracciolo Junior Musical School presenta
MATILDA 6 MITICA
liberamente tratto dal romanzo “Matilda” di Roald Dahl
regia e coreografie Alberta Izzo
traduzioni Calabrese – Purifico
adattamento Alberta Izzo
direzione musicale Santina Risolo
maitre de ballet Mauro Murri
tip tap Emanuele e Leonardo D’Angelo
costumi Patrizia Carta
service Accademia dello Spettacolo
con Aglitoiu Elisa, Belviso Angela, Bottari Irene, Bottari Lorenzo, Capitini Janaina, Cesarini Brando, Cuccurese Fabiana, D’Angiolillo Lara, De Felice Luca, Frattaruolo Lucia, Graziani Giulia, Grigioni Tiziano, Lazzari Luca, Lipoli Maurizio, Manicastri Gianmarco, Meucci Ariadna, Montebarocci Andrea, Montebarocci Gaia, Paolini Alessia, Pepe Cassandra, Pestilli Aurora, Porcelli Federica, Salucci Beatrice, Salucci Veronica, Scafati Leonardo, Succu Alessia, Succu Chiara, Tantari Greta, Tinucci Melissa

Teatro Quirino, 30 giugno 2015

Voto: 6 su 10

Ci siamo interrogati a lungo su come affrontare l’analisi critica di questo spettacolo interpretato esclusivamente da giovani (in alcuni casi giovanissimi) talenti in erba. Alle prese con il musical Matilda 6 mitica, ossia con la trasposizione teatrale del celeberrimo romanzo per l’infanzia scritto da Roald Dahl nel 1988, dal quale Dennis Kelly e Tim Minchin hanno tratto uno dei più apprezzati allestimenti di Broadway degli ultimi anni, i piccoli allievi della Caracciolo Junior Musical School hanno cercato di dare del loro meglio, sotto l’occhio attento e partecipe della regista e coreografa Alberta Izzo.

Difficile non lasciarsi ricattare dall’entusiasmo degli acerbi performer in scena. Qui, però, vogliamo trattarli alla stregua di autentici professionisti, quali un palco importante come quello del Quirino di Roma richiede, e come, d’altro canto, ci si aspetta da uno spettacolo che non si è offerto in visione gratuita. Diciamo che ci sono delle dignitose basi di partenza per un – lo auguriamo a tutti loro – radioso avvenire teatrale.

Matilda 6 mitica (ci chiediamo come mai sia stata mantenuta questa pessima traduzione “italiota” mediata dal bellissimo film omonimo di Danny De Vito, in luogo del più significativo “Matilda the Musical” originale) è uno splendido racconto di formazione, oltre che un’immaginifica e dissacrante avventura sulla piccola borghesia votata alla truffa e alla teledipendenza, che la riduzione della Izzo smorza inevitabilmente di quasi ogni elemento magico, data la scarsità dei mezzi scenici a disposizione. Poco fluida la narrazione, a dispetto di un finale terribilmente affrettato, e assai grama l’ironia, segno che i piccoli attori non riescono ancora a divertirsi con le sfumature dei personaggi (specie per il ruolo centrale della temibile Signorina Trinciabue, che il coraggioso interprete en travesti  – sì, è un lui – restituisce con eccessiva seriosità).

Pur vero è che questi bambini cantano e ballano con una sicurezza da lasciare sbalorditi, come nel caso della protagonista Matilda, di sua madre e di Miss Honey (ci spiace davvero non poter annotare i nomi dei giovani attori, ma il materiale stampa fornitoci non dava specifiche in merito). A tutti, però, manca ancora quella naturale spigliatezza che si riesce ad apprendere e comprendere solo dopo anni di studio. Tanti auguri ragazzi, la strada è quella giusta.

Giuseppe D’Errico

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