“Marilyn – Gli ultimi tre giorni”, delitto di Stato di una vittima del maschilismo

LOCANDINAMARILYN

Marilyn – Gli ultimi tre giorni

di Elisabetta Villaggio
adattamento e regia di Michele Di Francesco
con: Vita Rosa Pugliese, Carolina Izzo, Federica Lenzi, Marco Martino, Matteo Milani e Alberto Mosca e con la partecipazione di Claudio Boschi e Andrea Carpiceci
Assistente di produzione: Luisa Mancinelli
Assistente alla regia: Marco Martino
Scene: Luciano Nestola
Costumi: Raffaella Rame per “Dressup”
Trucco e acconciature: Federica Guglielmo
Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia
Teatro dell’Orologio – Sala Grande dal 5 al 9 giugno

 Voto 6½ su 10

E’ una tesi ben precisa quella della drammaturga Elisabetta Villaggio: Marilyn Monroe non ha spento volontariamente la sua vita la notte del 5 agosto 1962, ma è stata uccisa da Ralph Greenson, lo psichiatra che l’aveva in cura, su ordine esplicito di Bob Kennedy e del suo entourage; un delitto di Stato, pianificato per evitare le imminenti rivelazioni della Monroe, che voleva gettare in pasto alla stampa i dettagli della sua tormentata relazione con il Senatore americano e il di lui fratello, il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

La rappresentazione al Teatro dell’Orologio di Roma si apre con una telefonata alla polizia da parte di Eunice Murray, nella stanza da letto il cui si trova il corpo senza vita della più famosa tra le star di Hollywood. L’arrivo di un investigatore, i primi interrogatori, i rilievi di routine, i sospetti della polizia che ben presto vengono “messi a tacere” da ambigui personaggi legati al mondo dell’intelligence governativa. Al primo, teso atto di questa piéce, segue il racconto degli ultimi tre giorni di esistenza terrena di una donna umorale e infelice, capricciosa e determinata, inconsapevole artefice del suo tragico destino.

Marilyn – Gli ultimi tre giorni è un dramma ben recitato, che pecca di semplicità rappresentativa nella parte centrale della messa in scena, a dispetto, invece, di un avvio interessante e di un epilogo più originale, che concede al talento canoro di  Vita Rosa Pugliese – l’attrice che interpreta M.M. – l’occasione per lasciar intendere quanto la Monroe, al di là di ogni capriccio divistico, fosse una donna – come molte altre – alla disperata ricerca del più umano degli affetti, ennesima vittima di un mondo maschilista che, allora come oggi, umilia e talvolta uccide chi l’amore a voce troppo alta  invoca.

Marco Moraschinelli

One Response to “Marilyn – Gli ultimi tre giorni”, delitto di Stato di una vittima del maschilismo

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