“Maldamore”, la verità del tradimento secondo Angelo Longoni

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Maldamore (Italia, 2014) di Angelo Longoni, con Alessio Boni, Luisa Ranieri, Luca Zingaretti, Ambra Angiolini, Eugenio Franceschini, Ettore Bassi, Claudia Gerini, Maria Grazia Cucinotta, Miriam Dalmazio, Eleonora Ivone, Adolfo Margiotta

Sceneggiatura di Angelo Longoni, Massimo Sgorbani

Commedia, 1h 40′, Bolero Film, in uscita il 13 marzo 2014

Voto: 5 su 10

Una sera come tante, dopo la festa di compleanno della figlioletta, Marco (Luca Zingaretti) sposato con Veronica (Ambra Angiolini), confessa al cognato Paolo (Alessio Boni) di aver tradito la sorella con una ragazza più giovane. Forte della complicità tra uomini, anche Paolo – pianista di professione – ammette una scappatella con una violoncellista dopo un concerto, ai danni della sua compagna Sandra (Luisa Ranieri). maldamore (1)Malauguratamente, le due donne stanno ascoltando la conversazione tramite l’interfono per bambini lasciato acceso. Il confronto diventerà inevitabile. Moglie e mariti confessano i loro rispettivi tradimenti, voglie, passioni, storie extraconiugali. Non si sa mai che tra fiumi di aperitivo (finanzia un noto marchio alcolico) e cartoline da Trento (finanzia la Trentino Film Commission), tra i quattro litiganti si arrivi a un pari e patta?

Questo racconta Angelo Longoni in Maldamore, ultima sortita cinematografica dalla sua omonima pièce teatrale, una fotografia fin troppo reale delle coppie in crisi dove la cosa peggiore che può succedere non è il tradimento, ma il non capirsi, guardarsi, parlarsi. Perdersi nell’inerzia del rapporto e trovare respiro al di fuori di esso. Una questione di pesi e misure che si rispecchia bene nella recitazione dei quattro protagonisti che, a seconda del ruolo tradito-traditore, gridano o sussurrano, come ad esternare o trattenere un dolore pur sempre troppo sopra le righe.

1391694182299_1010907_403572783089889_377La staticità del palcoscenico si sente tutta, complice una patina televisiva incapace di sollevare il tema da una consolante medietà artistica, e il product placement dilaga in ogni inquadratura. Non mancano le macchiette, dalla Lidia di Claudia Gerini attratta dal bondage, allo stalker professionale Luigi, interpretato da Eugenio Franceschini, sorta di “paladino salvatore” delle over 40. Tra urla e strepiti, si fatica a udire le musiche composte da Sergio Cammariere.

D’amore non si muore, cantava Massimo Ranieri nella famosa canzone Rose Rosse, e di corna neppure, osiamo aggiungere.

Angela di Giacomantonio

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