“Love Letters”: Valeri e Ferrari abbracciano i giovani

locandina

LOVE LETTERS di A.R. Gurney
con Valeria Valeri, Paolo Ferrari e la Compagnia dei Piccoli Per Caso
Allestimento a cura di Guido Governale e Veruska Rossi
In scena al Teatro Ghione di Roma fino al 26 gennaio

Voto Ozza: 7 su 10

Voto D’Errico: 7 su 10

Love Letters di A.R. Gurney è un testo teatrale epistolare: ridotta ai minimi termini, l’azione drammaturgica risiede tutta in uno scambio di missive d’amore fra i due protagonisti.
La sua semplicità di messa in scena ha sempre allettato gli attori più impegnati, soprattutto quelli cinematografici e televisivi, che vedevano in questo testo, (e ahinoi vedono tuttora), l’occasione di proporsi a teatro con il minimo sforzo: niente memoria (ormai sempre più temuta), poche prove, poca fatica insomma. Risultato? Un reading non dichiarato e spacciato per uno spettacolo vero e proprio. Questo “abuso” ha reso Love Letters (finalista al Pulitzer del 1988) indigesto a molti critici, proprio a causa delle pessime e improvvisate rappresentazioni – marchettate di cui ne è stato vittima.
Non è questo il caso: al Teatro Ghione di Roma, gli interpreti d’eccezione (se non altro per la loro età) sono due grandiimmagine love maestri della scena: Valeria Valeri (classe 1921) e Paolo Ferrari (1929). Seduti, rispettivamente, a due scrittoi, intrattengono la platea con le famose missive che, lette dalle loro splendide voci, si tridimensionalizzano e arrivano al cuore dell’uditorio. Nonostante la piattezza e la staticità di una regia che non si sforza di inventare nulla, crogiolandosi e appoggiandosi tutta sulla bravura dei suoi interpreti, si assiste illesi a questa ennesima rappresentazione di un cult della contemporaneità. Molto apprezzata l’idea di affidare a dei giovanissimi e promettenti attori di un laboratorio teatrale sia l’apertura che la chiusura di questo dramma: si assiste, implicitamente, quasi a un passaggio di testimone, che commuove, emoziona. L’affetto con cui il pubblico saluta Valeria e Ferrari è immenso, come immensa è l’energia che gli stessi continuano a trasmetterci con indefessa professionalità: da esempio per tutti noi.

Andrea Ozza

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