“L’isola dell’angelo caduto”, per Lucarelli un esordio da dimenticare

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L’isola dell’angelo caduto (id, Italia, 2011), di Carlo Lucarelli con Giampaolo Morelli, Gaetano  Bruno, Rolando  Ravello, Giuseppe  Cederna, Lorenzo  Perpignani, Sara  Sartini, Adolfo  Margotta, Veronica  Gentili, Laura  Glavan, Irma Carolina  di Monte, Daniele  Monterosi.

Sceneggiatura di Carlo Lucarelli, dal romanzo omonimo dello stesso autore.

Giallo, 1h39’, Kaos Cinematografica.

Festival Internazionale del Film di Roma 2012, Prospettive Italia.

Voto: 2 su 10

Perché mai uno dei più apprezzati giallisti italiani, nonché conduttore televisivo di stile, sentisse l’impellente urgenza di cimentarsi dietro la macchina da presa per dare alla luce un film simile resta l’unico vero mistero di questo grande e imbarazzante malinteso che è L’isola dell’angelo caduto.

Per il suo esordio al cinema, infatti, Carlo Lucarelli ha scelto di rispolverare un suo celebre best seller, nel tentativo (forse, si spera) sincero di riportare in auge un genere scomparso dagli schermi italiani da troppo tempo. Ma, se così fosse, si sa, di buone intenzioni è lastricata anche la strada per l’inferno.

In un’isola sperduta dell’Italia centrale, in cui si narra che Lucifero precipitò dopo la ribellione a Dio, sorge una colonia penale del nascente regime fascista di Mussolini; qui, un commissario (Giampaolo Morelli) indaga su alcune morti sospette che le autorità locali cercano disperatamente di far passare per incidenti. Intanto la moglie (Sara Sartini) sente le voci dei diavoli e tornare al continente sembra impresa impossibile.

Il film è disarmante perché oggettivamente indifendibile: passi la stereotipata ricostruzione storica che riduce i seguaci del fascio a un branco di maniaci animaleschi e gli anarchici a macchiette isteriche (una delle quali gravata in un’assurda sequenza scatologica), passi pure una messa in scena poco meno che televisiva, priva di accorgimenti e di qualsiasi finezza.

Ma è quanto meno avvilente constatare l’assoluta confusione dell’intreccio, lo sbando totale di ogni logica, il livello scadente di dialoghi e recitazione (sprecando il carisma di un attore altrove bravissimo come Morelli) e l’improbabilità di certi avvenimenti (l’amplesso sulla banchina è fuori da qualunque linearità).

Se si aggiunge alla grossolanità di quanto detto anche una regia che si illude di creare atmosfere angoscianti con l’utilizzo di immagini velocizzate, colori denaturalizzati e montaggio sincopato, ottenendo invece impagabili momenti di ridicolo involontario, ecco che si è pronti a salutare un vero disastro che si candida seriamente ad entrare negli annali del peggior stracult nostrano.

Impossibile parlare di inquietudine, né tantomeno di suspense: il film di Lucarelli frana rovinosamente in un delirante e tediosissimo fumettone pseudo-satanico dove ogni singolo elemento grida vendetta.

Giuseppe D’Errico

One Response to “L’isola dell’angelo caduto”, per Lucarelli un esordio da dimenticare

  1. Kitty scrive:

    peccato sia riuscito male…. povero Giampaolo… da una morellina affezionata :)

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