“The Lego Movie”, le costruzioni rendono unici, un cartoon meraviglioso

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The Lego Movie (Usa/Australia/Danimarca, 2014) di Phil Lord, Christopher Miller, Chris McKay, con Will Ferrell e con le voci di (versione originale) Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Morgan Freeman, Liam Neeson, (versione italiana) Claudio Santamaria, Pino Insegno, Massimo Triggiani, Barbara De Bortoli, Pietro Biondi

Sceneggiatura di Phil Lord e Christopher Miller

Animazione, 1h 40′, Warner Bros. Pictures, in uscita il 20 febbraio 2014

Voto: 9 su 10

C’era molta attesa per il cartoon d’animazione digitale 3D (ma molto simile allo stile stop-motion) ispirato alle celebri costruzioni giocattolo create dal danese Ole Kirk Christiansen nel piccolo centro di Billund, dove oggi sorge un parco a tema, sul finire degli anni ’40 del secolo andato. Anche se da tempo proliferavano omaggi e parodie, è con questo lungometraggio ufficiale che giunge finalmente l’occasione per ritornare all’euforia dell’assemblaggio ludico e, soprattutto, fai da te, per tutti quelli che da bambini (e non solo) hanno passato interi pomeriggi a fare e disfare castelli, ranch e stazioni spaziali con i mitici mattoncini colorati Lego.

the-lego-movie-poster-403x600Nato dalla fantasia sfrenata di Phil Lord e Christopher Miller, già artefici del primo Piovono polpette e del live action 21 Jump Street, The Lego Movie è l’incredibile storia dell’operaio Emmett, elemento comune di una città comune e confusionaria, dove l’intera popolazione è omologata a uno stile di vita preordinato da istruzioni e motivetti energizzanti (il tormentone è servito: è meraviglioso!). Dietro questa routine c’è il piano del malefico Lord Business, un magnate e despota che, dall’alto, ordina di distruggere tutto ciò che è difforme dalle regole e dall’ordine, in vista di un fissaggio finale con la temibile arma Kragle. L’unica via di salvezza sta nel “pezzo forte” che, leggenda narra, deve essere ritrovato da un prescelto dalle speciali capacità. Che è ovviamente Emmett, tonto come pochi e trascinato dalla misteriosa Wyldstyle, un’eroina simil-Lisbeth Salander, in una straordinaria avventura tra universi paralleli.

La squadra all’opera si è superata. L’animazione, interamente fatta di pezzi Lego in continua rivoluzione, lascia non solo a bocca aperta, ma apre le porte a un citazionismo sfrenato che contempla una marea di pupazzetti, dal tenebroso Batman a Superman e Wonder Woman, fino a Milhouse dei Simpson, Gandalf, Han Solo, Chewbecca e al piccolo omino dello spazio degli anni Ottanta. Ciò permette al racconto di sbizzarrirsi con un umorismo a getto continuo e di grandissima eleganza, cosa rara da trovare nella maggioranza dei cartoni animati recenti.

rs_1024x759-140206063130-1024-The-Lego-Movie-JR-2614La formula è esplosiva, e consente di portare a bersaglio una morale che non tradisce mai lo spirito del giocattolo, nato per essere continuamente rimaneggiato e riassemblato, da padre in figlio, di generazione in generazione. Geniale la chiusura finale, uno splendido messaggio sulla diversità che unisce e rende unici, davvero speciali, in barba all’immobilismo del canone scritto. Gettiamo le istruzione e diamoci alla pazza gioia, ci sono il vecchio West e il mondo dei Cucù dall’altra parte del cielo. Bene accette anche le sorelline, perché le costruzioni non hanno sesso e accogliere in cantiere i Lego Duplo potrebbe essere una vera svolta (già aspettiamo trepidanti il sequel!).

Giuseppe D’Errico

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