“Le scoperte geografiche” di Marco Morana, uno spettacolo di Virginia Franchi, la recensione

Le scoperte ph Manuela Giusto

LE SCOPERTE GEOGRAFICHE
di MARCO MORANA

regia VIRGINIA FRANCHI
con MICHELE BALDUCCI e DANIELE GATTANO
installazione luminosa e composizione sonora FABIO DI SALVO
costumi ALESSANDRO FUSCO
disegno luci MARCO D’AMELIO
movimento scenico MARZIA MEDDI
aiuto regia VALERIA SPADA
scenotecnica WALTER MARIUCCI e GIORGIO PAOLICELLI
foto e grafica MANUELA GIUSTO
ufficio stampa e promozione GIULIA TAGLIENTI
produzione e organizzazione LISA
Spettacolo finalista della XI EDIZIONE DEL PREMIO ALLE ARTI SCENICHE DANTE CAPPELLETTI

In scena al Teatro Brancaccino di Roma dal 2 al 5 marzo

Voto: 8 su 10

Un tavolo e due sedie su sfondo nero, qualche lampadina a led a riprodurre la vastità di un cielo stellato. Solo questo riempie pochi metri quadri di palcoscenico e tanto basta a lasciar immaginare Terre lontane già raccontate nei libri di storia e oceaniche distanze colmate con lo slancio degli anni più acerbi, quando giovinezza ancor consente di sognare eterni amori.

Anni Cinquanta, due ragazzi studiano il periodo delle grandi scoperte geografiche di Colombo e Magellano sui banchi di scuola, sono il ribelle e sono il secchione, sono lo spavaldo e sono il “percorso dritto”. Studiano, scherzano, si distraggono: qualcosa li turba e a quel qualcosa si abbandonano, senza reti e senza drammi.

La gioventù finisce, il loro percorso assieme no: pur lontani, si incontreranno in altri momenti della vita, diversi e inappagati, rimanendo ciascuno esploratore dell’animo dell’altro.

Le scoperte 2 ph Manuela GiustoNel piccolo spazio scenico del Teatro Brancaccino, attraverso il bell’eloquio di Michele Balducci e Daniele Gattano, immaginiamo viaggi lontani nel tempo e nello spazio grazie ad una scrittura drammaturgica lieve, intelligente e intensa (il copione è di Marco Morana), che bagna le tante metafore di cui si compone attraverso il filtro del sentimento che lega i due protagonisti.

La rappresentazione scenica di Virginia Franchi è essenziale e al contempo stupefacente per grazia ed efficacia, poiché regala ai due bravi attori sul palco la possibilità di creare un’atmosfera di commovente raccoltezza, riuscendo anche, attraverso un sapiente uso di luci e rumori, ad uscire dalla intimità dello spazio scenico per lasciar intuire contesti di più ampio respiro. Tra i tanti, è forse questo il merito più grande de “Le scoperte geografiche”: sono due uomini i poli di questa attrazione, ma poco o nulla sarebbe cambiato se sul palco i sessi fossero stati di altro genere, in qualunque altra combinazione Natura avesse voluto.

Storia di passioni assolute, questa “piccola” pièce è un’avventura che consigliamo di seguire, breve viaggio di un sentimento mutevole nel quale in molti sapranno riconoscere i propri tumulti affettivi.

Marco Moraschinelli

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